Il Tirreno

Versilia

Trova per terra centinaia di euro e li porta ai carabinieri

Tiziano Baldi Galleni
Alessandro Menchini
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Alessandro Menchini

La scelta del signor Alessandro: «Quei soldi mi avrebbero fatto molto comodo ma non sarei stato in pace con la mia coscienza»

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SERAVEZZA. Usare i soldi per pagare l’ombrellone estivo, e le visite mediche al figlio, o consegnarli alle autorità? Una vera e propria tentazione. C’è di mezzo l’onestà, la legge, e soprattutto i conti da fare con la propria coscienza. Sembra una storia scritta da Dostoevskij. Invece è ciò che è accaduto ad Alessandro Menchini, che ha trovato per terra un rotolo di banconote da 100 euro, in via Monte Altissimo, la strada lungo Serra che dal paese di Riomagno arriva al ponte davanti alla Misericordia di Seravezza. La somma precisa ritrovata da Alessandro rimarrà sconosciuta. Solo chi ha perso la mazzetta di soldi può saperlo, e nel caso si presenterà all’ufficio oggetti smarriti dove i Carabinieri di Seravezza hanno depositato il denaro. Però possiamo dire che si tratta di una cifra interessante, che fa senz‘altro gola: è paragonabile a un ottimo stipendio.

Così la tentazione è salita anche ad Alessandro Menchini. «Non è stato semplice, e ammetto che ho sempre un po’di amaro in bocca – spiega – con quei soldi avremo potuto tribolare un po’ meno per questo mese o pagarci le visite mediche a mio figlio. Una parte di me mi dice che sono stato un fesso».

Ma il dato è che Alessandro ha fatto la cosa giusta: ha ritrovato i soldi in terra – non c’era né un portafoglio né una busta che li contenesse così da poter rintracciare il proprietario – e li ha consegnati ai carabinieri; dopodiché ha diffuso un annuncio su Facebook. «Dico così – prosegue Alessandro – ma in realtà non sarei neppure stato in grado di spenderli. Metti fossero stati di un anziano che aveva appena ritirato la pensione o comunque di qualcuno che ne ha bisogno».

Alessandro, 44 anni e residente a Seravezza, è un programmatore dipendente di un’azienda di Lucca. Parte la mattina presto di casa, e rientra da sua moglie e suo figlio la sera, quando fuori è già buio. Forse quel rotolo di soldi superava il suo stipendio. Ieri, in una delle sue consuete passeggiate del sabato mattina, Alessandro ha notato qualcosa sull’asfalto, a cui all’inizio non credeva. «Ho chiamato una signora che era nei paraggi – racconta – e gli ho chiesto se li vedeva anche lei o era uno scherzo». Appurato che si trattava di vero denaro, la passeggiata da Riomagno a Fabbiano è saltata. E mentre si recava al comando dei carabinieri è iniziata la fase di tentennamento morale. «Fra l’altro questo non è neppure un periodo bellissimo – conclude – ma non ci sarei riuscito, non è nella mia indole fare certe cose, soprattutto se pensavo solo vagamente che potevano servire a qualcun altro in difficoltà».
 

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