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De Stefano al sindaco: ecco perché ti dico no 

VIAREGGIO. «Caro Giorgio, sono certo che ti hanno già informato circa i miei dilemmi, dubbi, perplessità, riluttanza, rigore razionale e coerenza morale che hanno determinato la mia ferma avversione...

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VIAREGGIO. «Caro Giorgio, sono certo che ti hanno già informato circa i miei dilemmi, dubbi, perplessità, riluttanza, rigore razionale e coerenza morale che hanno determinato la mia ferma avversione a votare l’aumento capitale di ICare all’ordine del giorno dell’assise consiliare di lunedì 8». Inizia così la lunga missiva che Giuseppe De Stefano, consigliere di maggioranza (Viareggio Democratica) ha inviato ieri al sindaco Giorgio Del Ghingaro.
De Stefano motiva la propria scelta: «La perizia su I Care evidenzia che l’attivo degli esercizi Asp 2013, 2014 e 2015 è inesatto e falso per via dei crediti vantati per fatture emesse a fronte di servizi svolti ma non riscossi perché non chiaramente commissionati dal committente. Il consigliere ricorda il proprio voto favorevole ai bilanci che hanno visto il parere contrario delle terna dei revisori Limberti-Pucci-Suriano: «Ho votato avendo dichiarato nell’assemblea di aver cieca ed incondizionata fiducia nell’operato del sindaco, tanto era integra la fiducia che ponevo nella sua lunga esperienza amministrativa non disgiunta da quella professionale».
Oggi, però, De Stefano contesta a Del Ghingaro: «Il conferimento di incarichi eticamente criticabili e discriminanti dei professionisti miei concittadini; il programma “cambiar vento” che sta risultando “tutto come prima e anche peggio”, e mi riferisco alle nomine di plurimi incarichi ad alcuni soggetti nei varie enti o di tipo familiari e clan (come l’inopportuna nomina delle presidenze Sea); l’aver determinato l’impossibilità di prosecuzione del mandato oltre la naturale scadenza del 2020 con la presa di distanza della Rossella Martina (già vicesindaco, ndr) ed il passaggio in minoranza di Stefano Pasquinucci». Dunque, «caro Giorgio, non volermene. Che fossi un soggetto tosto ed ostico da governare ne eri, preventivamente al voto, venuto a conoscenza». (d.f.)

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