Il Tirreno

Versilia

Riccarda Bezzi ritira la candidatura alla guida del Parco 

di Tiziano Baldi Galleni
Riccarda Bezzi ritira la candidatura alla guida del Parco 

Ha dovuto rinunciare per l’incompatibilità della nomina con il suo lavoro in Provincia. Putamorsi resta commissario

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SERAVEZZA. «Enrico Rossi me lo ha detto chiaramente, e lo sanno anche gli altri candidati: se avessi accettato sarei già stata nominata Presidente del Parco». Lo racconta Riccarda Bezzi, ex consigliere del direttivo del Parco delle Apuane, e fino a qualche giorno fa tra i quattro candidati designati dalla Comunità di Parco. Il colloquio fra lei e il presidente della Regione Rossi risale ai primi di marzo ma i retroscena sono venuti a galla soltanto adesso. A distanza di circa due mesi la situazione sulla presidenza dell’area protetta delle Apuane fatica a sbrogliarsi. Così si andrà avanti con il commissariamento, prorogato il 2 maggio dallo stesso Presidente Rossi.
Dunque, di certo c’è che per i prossimi quarantacinque giorni – come i precedenti – il Parco espleterà le sue funzioni su mandato commissariale affidato ad Alberto Putamorsi, il presidente uscente. Sul resto la situazione sembra impantanata, e non mancano i colpi di scena.
Abbiamo più volte provato a contattare Enrico Rossi tramite il suo portavoce, ma su questa vicenda ha deciso di non esprimersi. Era pronto a dare mandato a Riccarda Bezzi, figura che esce fuori dalle logiche di partito e che avrebbe spostato il peso della bilancia politica del Parco a favore degli ambientalisti. Già questa è una notizia di per sé.
Ma c’è stato l’inghippo. Riccarda Bezzi lavora alla Provincia di Massa Carrara, al servizio avvocatura: la Toscana prevede un’incompatibilità (legge 5 del 2008) fra questa mansione pubblica e qualsiasi altro incarico amministrativo regionale; e il Parco delle Apuane è istituito con legge della Regione. «Una volta nominata avrei dovuto o lasciare il mio lavoro o chiedere l’aspettativa – spiega Bezzi – e mi dispiace molto ma non ero pronta a farlo per diverse ragioni, fra cui il momento cruciale che stanno vivendo le province. Quindi non aveva senso che rimanessi fra i candidati designati, anche se Rossi ci sperava».
Perciò la Comunità di Parco si dovrà riunire, e scegliere un quarto candidato. Il ritiro di Bezzi era già stato comunicato alla Regione a marzo, ma al Parco ufficialmente è arrivato solo pochi giorni fa.
Intanto sabato 29 aprile i presidenti di provincia e i sindaci dei comuni dell’area del Parco si erano già ritrovati nella sede di Seravezza a Palazzo Rossetti per rimpiazzare Mirna Pellinacci (la seconda donna designata) attuale vicesindaco del comune di Vagli di Sotto: non aveva i requisiti curricolari per conoscere le politiche dei parchi e la biodiversità, e quindi era incandidabile. Al suo posto è stata scelta Serena Mancini, consigliere del comune di Careggine, nome che tuttavia non sbroglia questa situazione.
Se da un lato Enrico Rossi è in difficoltà – ormai è chiaro che Alberto Putamorsi e Domenico Davini, usciti con maggiori quote dall’assemblea della Comunità di fine gennaio, rappresentano per lui la seconda scelta – dall’altra ci sono stati i cavilli legislativi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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