Il Tirreno

Versilia

I bimbi scuotono l’Europa 

di LUCA BASILE
I bimbi scuotono l’Europa 

Approda a Bruxelles la mostra di disegni nata in Versilia

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Quei disegni – gioiosi, amari, sognanti – descrivono il mondo visto dai bambini. Che non è un mondo perfetto, anzi è invelenito da guerre, odio, sangue. Ecco, nella splendida ingenuità di quelle immagini disegnate dai piccoli di 93 nazioni e dei cinque continenti, si chiede ai grandi della terra di fermare le guerre, di fare un passo indietro, di incoraggiare il dialogo. È un messaggio semplice, logico e diretto quello che si cela dietro la mostra itinerante “Colori per la Pace” che nel breve volgere di due anni e mezzo ha raccolto oltre dodicimila disegni realizzati da bambini di età compresa fra i 3 e gli 11 anni.
L’anima di questo progetto e presidente dell’associazione che cura il tutto è un fortemarmino doc come Antonio Giannelli, che proprio nella giornata di oggi, a Bruxelles, in occasione della Festa dell’Europa, presenzierà al vernissage della mostra firmata dai piccoli dei pianeta. «Siamo stati invitati dall’alto rappresentante dell’Unione Europea Federica Mogherini. È un’occasione importante per fare sentire la voce dei nostri bambini e le loro speranze, così come grande visibilità al progetto era stata data dal recente G7 a Lucca: a Bruxelles saranno rappresentate le scuole di 93 nazioni del mondo. Per l’Italia verranno esposti i disegni degli alunni di una scuola di Bitonto, in provincia di Bari e delle classi prima A e prima B della scuola Carducci di Forte dei Marmi».
Giannelli è entusiasta: vive questa avventura intrisa di solidarietà e speranze con una partecipazione adrenalinica. «L’associazione I Colori per la Pace, supportata dall’impegno di tante persone, enti e istituzioni, ha come principale scopo la raccolta di disegni di bambini da tutto il mondo e la diffusione del loro messaggio. La nostra è una goccia nell’oceano, ma è propedeutica a una cultura della pace a partire dall’infanzia. Nel frattempo abbiamo aperto filiali in Romania, Ecuador e Medio Oriente. Nel 2016 siamo stati protagonisti alle Olimpiadi di Rio in Brasile e non solo là dove gareggiavano gli atleti da copertina, ma anche in una favela. E poi ancora abbiamo fatto tappa all’Expo di Milano, in Romania a Vanuatu e in tutti e sette gli Emirati Arabi Uniti. Siamo stati ricevuti dalla Regina di Tonga e dal Ministro della Cultura di Abu Dhabi oltre che da numerosi diplomatici: il nostro è partito come un piccolo progetto che, passo dopo passo, sta diventando qualcosa di straordinario. Non so se chi governa il mondo, alla fine, ascolterà la richiesta di pace – rimarca Giannelli – che arriva dai bambini di tutto il pianeta: non sono un ingenuo e so bene, come ho già detto, che siamo una piccola goccia di un mare in eterna tempesta, però già il fatto di esserci, già il fatto di fare conoscere questi disegni nelle occasioni più importanti, ci sembra di significativa importanza. Noi diamo voce a tutti i bambini, dalla Siria al Brasile, dall’Ucraina, alla Romania, dalle isole Tonga alla Russia: ed è una voce che, alla lunga, ti porta a riflettere. Di certo noi non ci fermeremo, anche perché continuano a chiedere della nostra mostra da ogni dove. E questo ci inorgoglisce, vuol dire che stiamo portando avanti qualcosa di importante nel nome dei bambini».
Di recente a fare pervenire un invito all’associazione è stato anche il Governo di Assad, in Siria. «E lì andremo, perché noi, sia chiaro, non abbiamo alcuna posizione. L’idea è di fare qualcosa di simile anche in Corea del nord: così come negli Usa: sarebbe importante. Quello che ci preme – continua Giannelli – è esporre, in più posti possibili, i disegni. Soprattutto in quei paesi dove la guerra è purtroppo un qualcosa con cui fare i conti ogni giorno».
A ispirare l’associazione e Giannelli è stato il Parco della Pace di Stazzema. «È partito tutto da questo luogo, dal messaggio che porta in dote da decenni. Nei prossimi mesi esporremo i disegni in un altro parco della pace, ad Osaka, in Giappone. La solidarietà ai popoli che soffrono ed il no alle guerre non conoscono confini. E questo i bambini lo sanno. E lo testimoniano con i loro disegni. Proprio nella giornata di ieri, senza aver ancora aperto contatti con quel paese è arrivato un pacco dalla Giordano: all’interno di questo pacco c’era un grande quadro realizzato da una dodicenne di Amman Un gesto che ci ha sorpreso e reso felici i e che ci fa capire l’importanza di quello che stiamo facendo, anche se talvolta mi viene da pensare che il merito del successo di questo progetto sia molto dovuto alle disgrazie altrui. Ed è un pensiero che mi dà, anzi dà a tutti noi molto fastidio. Poi, però – precisa Giannelli – riflettendoci con più razionalità capisci che l’associazione sta girando mezzo mondo proprio per dare voce ai bambini, a quella infanzia martoriata dai drammi e dalle paure. E allora sei ancora più convinto di quello che fai. E di quello che continuerai a fare per dare eco a quella stessa voce e ai silenzi impauriti dei più piccoli gridati su un disegno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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