Il Tirreno

Versilia

Sventrano la serranda del bar e rubano davanti alle telecamere 

di Tiziano Baldi Galleni
Sventrano la serranda del bar e rubano davanti alle telecamere 

Colpo nel cuore della notte all’Appalto sull’Aurelia: i cinque ladri hanno agito con ascia e piccone Il titolare: non capisco perché hanno corso così tanti rischi per poche migliaia di refurtiva

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QUERCETA. Di un piccone e un’ascia nuovi si sono sbarazzati una volta preso il bottino: alle tre e mezzo di notte, quando la volante del commissariato di Forte dei Marmi è arrivata sul posto, erano ancora appoggiati al muro, a fianco della serranda sventrata. Sono stati i ferri per lo scasso con cui cinque banditi incappucciati, ieri notte, hanno rapinato il bar tabacchino davanti alla chiesa Santa Maria Lauretana di Querceta – sull’Aurelia – conosciuto come “L’Appalto”.
«Ci avevano già provato circa due anni fa, ma gli era andata male perché il titolare del forno Cervetti li aveva messi in fuga – racconta il gestore Vincenzo Ricci – questa volta invece nessuno si è accorto di niente». E i ladri si sono portati via sigarette, il registratore di cassa, e le ricariche telefoniche.
Dalle telecamere interne si è potuto vedere bene come hanno agito i ladri: erano cinque, tutti incappucciati. Una volta tagliata a metà la serranda con delle cesoie, e allargato il passo, hanno sfondato la porta d’ingresso. Un’operazione non proprio veloce, ma studiata a tavolino, e coperta da uno di loro che faceva la posta sulla strada. «Chi ha fatto da palo aveva uno zainetto – spiega Vincenzo – si vede a un certo punto che arriva un’auto da via Federigi, i fari puntano da questa parte, e allora lui fa finta di niente e passeggia davanti all’entrata mentre gli altri agiscono all’interno».
I ladri hanno infatti scelto la porta lato via Seravezza, quella che scende nel sottopassaggio, che dà meno nell’occhio. Ma forse non l’hanno fatto a caso, spiega Vincenzo: «Secondo me sono le solite persone che già tentarono di rapinarci, e sapevano che dall’altro lato è più difficile scassinare l’entrata».
Ma in tutto ciò il fatto più grave è che Querceta è stata colpita dritta al cuore. Defraudata là dove c’è la vita pulsante del capoluogo della piana seravezzina. Siamo in pieno centro, davanti a due strade – via Federigi e Aurelia – trafficate anche di notte; un luogo illuminato e residenziale. Che si ricordi, negli ultimi anni, colpi del genere ad attività commerciali in pieno centro storico non ne erano mai avvenuti. Forse è per questo – ché nessuno se lo aspettava – che i ladri hanno agito senza scrupoli e indisturbati. Quest’ultimo aspetto è il rammarico più grande dei titolari: l’allarme suonava forte ma nessuno ha visto e sentito niente.
È stata Elena Maggi, che gestisce il bar insieme al marito Vincenzo, a dare l’allarme dopo che sul suo cellulare è arrivata la chiamata automatica dell’antifurto. Sul posto è intervenuta la pattuglia della Polizia ma i ladri si erano già dileguati scappando dal sottopassaggio, al di là del quale molto probabilmente era pronta un’auto per la fuga.
Ieri mattina, nonostante ciò, l’edicola era aperta al pubblico, con il fabbro che riparava la porta, e chi passava davanti al tabacchino si fermava incredulo. «In queste condizioni ma si lavora lo stesso - ha detto Vincenzo - però non riesco a capire – è il suo sfogo – che senso abbia correre tutto questo rischio per tremila euro di refurtiva».

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