Il Tirreno

Versilia

L’ospedale raddoppia la videosorveglianza 

di Matteo Tuccini
L’ospedale raddoppia la videosorveglianza 

Telecamere puntate su tutta l’area, anche al pronto soccorso

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VIAREGGIO. Nuove telecamere in arrivo in tutta l’area dell’ospedale Versilia. L’obiettivo dell’Asl è chiaro: si vuole coprire con la videosorveglianza l’intera zona esterna, in particolare i parcheggi. In questo modo si potrà garantire maggiore sicurezza a chi frequenta l’ospedale: gli utenti, ma anche il personale sanitario. Troppe volte vittime di furti, vandalismi e di qualche episodio spiacevole, leggi aggressioni.
Il nuovo impianto sarà installato e monitorato dalla ditta privata che vincerà l’appalto per la gestione dell’area di sosta: il bando di gara, richiesto dall’Asl all’ente regionale che si occupa di queste procedure (l’Estar), dovrebbe partire a breve. Il condizionale è d’obbligo, perché la questione è da mesi sul tavolo dei tecnici regionali. Però negli ultimi tempi sembra esserci stata un’accelerata; la gara potrebbe portare alla nomina del vincitore prima dell’estate. Da lì partirebbe l’iter per l’installazione vera e propria.
Tempi tecnici a parte, la richiesta dell’azienda sanitaria è stata chiara: la videosorveglianza deve essere meglio equipaggiata rispetto alle quattro telecamere che oggi controllano l’accesso al parcheggio di fronte all’ingresso principale. Telecamere puntate essenzialmente sulle sbarre di ingresso e uscita della sosta a pagamento. Il nuovo sistema sarà più moderno e tecnologico, ma soprattutto più potente: un investimento importante — al momento non quantificato — a carico del privato, perché le telecamere saranno almeno il doppio delle attuali. L’idea è di farle vigilare sia sul parcheggio principale che su quello del pronto soccorso, aperto di recente. Ma si pensa di allargare la copertura anche al parcheggio sotterraneo. Quello riservato ai dipendenti, che hanno più volte chiesto di intervenire per garantire la sicurezza anche nell’area sottostante il “Versilia”.
La tutela dei frequentatori dell’ospedale è un tema delicato, da anni all’attenzione dell’Asl. Quando l’ex direttore generale Brunero Baldacchini decise di intervenire nel 2014, mettendo la sosta a pagamento per finanziare la vigilanza privata, c’è chi gridò allo scandalo. A distanza di quasi tre anni l’esperimento può dirsi riuscito. Però si verificano ancora oggi episodi che hanno convinto l’azienda sanitaria a chiedere maggiori garanzie a chi sorveglierà la zona circostante. Anche perché nel frattempo è stato inaugurato un parcheggio, quello del pronto soccorso, oggi meno controllato.
Sono le auto in sosta a finire spesso nel mirino dei malintenzionati. I ladri non si curano di chi hanno di fronte: a volte derubano anche malati di tumore. È avvenuto in passato anche a una donna che si era recata al “Versilia” per fare la chemioterapia: due malviventi che si aggiravano nell’area sosta l’avevano individuata e seguita. Portandole via la borsa con soldi e documenti. Ma il “Versilia” è stato territorio di caccia anche per i furbetti: si pensi all’elemosina estorta a donne e anziani. O alla truffa dello specchietto, alcuni anni fa eseguita con insistenza ai danni di persone a cui i furfanti chiedevano euro cash, dopo il (falso) colpo tra specchietti. Poi ci sono i vandali che danneggiano i veicoli. E infine ci sono i soggetti pericolosi che transitano nella zona del pronto soccorso. A volte prendendosela con il personale. Individui che, si spera, potrebbero essere scoraggiati con un sistema di controllo più esteso.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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