Italia
Cento famiglie chiedono giustizia nel processo per il caso tallio
di Luca Basile
Si sono costituite parte civile nel procedimento in cui sono imputati due dirigenti di Asl e Gaia Il Comune ne resta fuori e scoppia la polemica. Mallegni: «Stiamo valutando, decideremo a breve»
2 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. Emergenza tallio: sono un centinaio coloro che ieri mattina si sono costituiti, a margine del’udienza preliminare al tribunale di Lucca, come parte civile nei confronti dei referenti di Asl e Gaia finiti sotto accusa. Fra gli oltre 100 soggetti pronti a rivalersi non c’è però, al momento, il Comune di Pietrasanta.
Udienza, aggiornata dal giudice Giuseppe Pezzuti all’11 ottobre, che doveva entrare nel merito delle richieste di rinvio a giudizio formulate, nei mesi scorsi, dal pm Lucia Rugani a carico di Ida Aragona (Asl) e Francesco Di Martino (Gaia): il gup si è preso infatti tutto il tempo necessario, anche alla luce del materiale prodotto dalle parti in causa, per decidere se portare o meno a processo Aragona — responsabile del dipartimento di prevenzione Asl — e Di Martino — all’epoca responsabile dell’area tecnica di Gaia — accusati, nella sostanza, di non essere intervenuti tempestivamente nonostante fosse emersa la presenza di tallio a Valdicastello molto prima dell’ordinanza di divieto emessa nell’ottobre 2014. Nei confronti dei due, difesi dall’avvocato Enrico Marzaduri, sono pronti a rivalersi in tutte le sedi di legge un centinaio di persone. «Una presa di posizione, la nostra — fa sapere Daniela Bertolucci, dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia — voluta per tutelare i giusti diritti della comunità nel contesto processuale. Non facciamo ovviamente valutazioni sugli accusati: questo è compito dei giudici». Opinione condivisa dai referenti del Comitato tallio Valdicastello, che però non si è potuto costituire parte civile, in quanto nato ovviamente all’indomani del deflagrare dell’emergenza. «La stragrande maggioranza delle persone che si sono dichiarate pronte a tutelarsi nelle sedi penali e civili risiedono a Valdicastello: tutto questo per ribadire quanto la problematica tallio sia sentita e temuta nel nostro paese». Con una postilla, inviata da Comitato e Associazione al Comune. «Ci sarebbe sembrato logico trovare a fianco dei cittadini anche l’amministrazione comunale che, invece, non si è costituita parte civile. Ne prendiamo atto». Perplessità condivise da Rossano Forassiepi, capogruppo del P. «Quello di costituirsi come parte civile nel processo, se processo ovviamente ci sarà, mi sembra un atto dovuto da parte di chi amministra Pietrasanta. È un modo, tangibile, per stare vicini e tutelare gli interessi della nostra comunità. L’auspicio è che, nei tempi di legge previsti, chi guida la città faccia questo passo». Lapidaria la replica del sindaco Massimo Mallegni. «Non ero a conoscenza dell’udienza. Detto questo, valuteremo, visto che la tempistica ce lo permette, la nostra posizione nelle prossime settimane». Al momento, però, la percezione è che il Comune resterà fuori
Udienza, aggiornata dal giudice Giuseppe Pezzuti all’11 ottobre, che doveva entrare nel merito delle richieste di rinvio a giudizio formulate, nei mesi scorsi, dal pm Lucia Rugani a carico di Ida Aragona (Asl) e Francesco Di Martino (Gaia): il gup si è preso infatti tutto il tempo necessario, anche alla luce del materiale prodotto dalle parti in causa, per decidere se portare o meno a processo Aragona — responsabile del dipartimento di prevenzione Asl — e Di Martino — all’epoca responsabile dell’area tecnica di Gaia — accusati, nella sostanza, di non essere intervenuti tempestivamente nonostante fosse emersa la presenza di tallio a Valdicastello molto prima dell’ordinanza di divieto emessa nell’ottobre 2014. Nei confronti dei due, difesi dall’avvocato Enrico Marzaduri, sono pronti a rivalersi in tutte le sedi di legge un centinaio di persone. «Una presa di posizione, la nostra — fa sapere Daniela Bertolucci, dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia — voluta per tutelare i giusti diritti della comunità nel contesto processuale. Non facciamo ovviamente valutazioni sugli accusati: questo è compito dei giudici». Opinione condivisa dai referenti del Comitato tallio Valdicastello, che però non si è potuto costituire parte civile, in quanto nato ovviamente all’indomani del deflagrare dell’emergenza. «La stragrande maggioranza delle persone che si sono dichiarate pronte a tutelarsi nelle sedi penali e civili risiedono a Valdicastello: tutto questo per ribadire quanto la problematica tallio sia sentita e temuta nel nostro paese». Con una postilla, inviata da Comitato e Associazione al Comune. «Ci sarebbe sembrato logico trovare a fianco dei cittadini anche l’amministrazione comunale che, invece, non si è costituita parte civile. Ne prendiamo atto». Perplessità condivise da Rossano Forassiepi, capogruppo del P. «Quello di costituirsi come parte civile nel processo, se processo ovviamente ci sarà, mi sembra un atto dovuto da parte di chi amministra Pietrasanta. È un modo, tangibile, per stare vicini e tutelare gli interessi della nostra comunità. L’auspicio è che, nei tempi di legge previsti, chi guida la città faccia questo passo». Lapidaria la replica del sindaco Massimo Mallegni. «Non ero a conoscenza dell’udienza. Detto questo, valuteremo, visto che la tempistica ce lo permette, la nostra posizione nelle prossime settimane». Al momento, però, la percezione è che il Comune resterà fuori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
