Cresce il numero dei versiliesi che donano gli organi
di Cesare Bonifazi
Nel 2016 il loro numero è raddoppiato rispetto all’anno prima In controtendenza con il resto del territorio regionale
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VIAREGGIO. I versiliesi sono sempre più consapevoli dell’importanza di donare gli organi. Per questo nel 2016 i casi di persone che sono state segnalate come potenziali donatori per l’espianto sono aumentate di più del doppio passando da 4 a 9. Numeri ancora non troppo alti ma che riflettono comunque una controtendenza rispetto al dato toscano generale.
La donazione di organi e dei tessuti è un atto di estrema generosità, l’unica vera decisione che l’ordinamento lascia riguardo ai diritti della persona sul tema del cosiddetto “fine vita”, ovvero quell’insieme di diritti che riguardano la morte degli individui.
Il percorso della donazione parte dalla individuazione dei potenziali donatori nelle rianimazioni: si tratta di pazienti deceduti per gravi irrimediabili danni cerebrali, nei quali il cuore continua automaticamente per qualche tempo a pulsare, rendendo possibile la donazione degli organi.
Questa procedura di individuazione dei potenziali donatori è stata molto efficace nel nostro territorio dove l’Asl Toscana Nord ovest, che nel 2016 ha segnalato al centro regionale trapianti ben 55 potenziali donatori; di questi nove provenivano dalla rianimazione dell’ospedale Versilia, oltre il doppio del 2015, in cui erano stati segnalati soltanto quattro potenziali donatori. Grazie alla scelta di donare, da queste nove segnalazioni è stato possibile eseguire due trapianti di rene, quattro di fegato, uno di cuore.
Una volta effettuata l’individuazione del potenziale donatore vengono attivate le procedure necessarie a conoscere la volontà del paziente sulla scelta di donare.
«Poiché non è ancora diffusa la abitudine di formalizzare la propria volontà, si procede ancora, nella maggior parte dei casi, a consultare la famiglia, alla quale viene chiesto di indicare quale fosse la volontà del congiunto sul tema — dice la responsabile, la dottoressa Valentina Molese — Purtroppo capitano casi in cui i familiari non si sentano in grado di interpretare la volontà del loro caro, e nel dubbio si oppongono alla donazione.Questa opposizione, laddove non realmente motivata da una convinzione personale, costituisce una occasione persa di salvare la vita ai pazienti in attesa di trapianto».
Nel 2016 le opposizioni registrate nella Asl toscana nord ovest sono aumentate del 33% rispetto all’anno precedente, e sono state registrate nel 36% delle proposte di donazione, un po’ di più della media regionale, che conta il 34% di opposizioni alle proposte di donazione. La Versilia in questo senso sarebbe leggermente in controtendenza, dunque.
«Queste opposizioni, nella sola nostra azienda, hanno impedito di proporre al Centro nazionale trapianti ben quattro donatori, che potevano dare l’opportunità di curare fino ad altre dodici persone — fanno sapere dall’Asl — Pertanto è importante informarsi sulla donazione, presso la Asl, al Coordinamento locale per la donazione o dal proprio medico di famiglia, o consultando il sito dell’Aido o quello del Centro nazionale trapianti parlarne con i propri cari. E una volta che si è definita la propria volontà in merito è importante esprimerla in uno dei modi consentiti dalla legge. In Toscana abbiamo una grande opportunità: la nostra è la prima regione in Italia che offre l’opportunità di esprimere la propria volontà non solo alla Asl o all’Aido o con una dichiarazione scritta da conservare a casa, ma anche in uno qualsiasi degli uffici delle anagrafi comunali che progressivamente stanno aderendo al progetto “una scelta in comune”».
Nel nostro territorio, sia il Comune di Viareggio che quello di Camaiore ad esempio aderiscono al progetto.
Secondo il protocollo previsto per la procedura, la propria scelta può essere espressa in qualsiasi momento della vita dell’individuo, e può essere modificata ogni volta che la persona lo desideri.
La decisione viene quindi registrata a livello nazionale tramite il centro trapianti e può quindi essere consultata laddove ci fossero le condizioni di diventare donatori di organi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La donazione di organi e dei tessuti è un atto di estrema generosità, l’unica vera decisione che l’ordinamento lascia riguardo ai diritti della persona sul tema del cosiddetto “fine vita”, ovvero quell’insieme di diritti che riguardano la morte degli individui.
Il percorso della donazione parte dalla individuazione dei potenziali donatori nelle rianimazioni: si tratta di pazienti deceduti per gravi irrimediabili danni cerebrali, nei quali il cuore continua automaticamente per qualche tempo a pulsare, rendendo possibile la donazione degli organi.
Questa procedura di individuazione dei potenziali donatori è stata molto efficace nel nostro territorio dove l’Asl Toscana Nord ovest, che nel 2016 ha segnalato al centro regionale trapianti ben 55 potenziali donatori; di questi nove provenivano dalla rianimazione dell’ospedale Versilia, oltre il doppio del 2015, in cui erano stati segnalati soltanto quattro potenziali donatori. Grazie alla scelta di donare, da queste nove segnalazioni è stato possibile eseguire due trapianti di rene, quattro di fegato, uno di cuore.
Una volta effettuata l’individuazione del potenziale donatore vengono attivate le procedure necessarie a conoscere la volontà del paziente sulla scelta di donare.
«Poiché non è ancora diffusa la abitudine di formalizzare la propria volontà, si procede ancora, nella maggior parte dei casi, a consultare la famiglia, alla quale viene chiesto di indicare quale fosse la volontà del congiunto sul tema — dice la responsabile, la dottoressa Valentina Molese — Purtroppo capitano casi in cui i familiari non si sentano in grado di interpretare la volontà del loro caro, e nel dubbio si oppongono alla donazione.Questa opposizione, laddove non realmente motivata da una convinzione personale, costituisce una occasione persa di salvare la vita ai pazienti in attesa di trapianto».
Nel 2016 le opposizioni registrate nella Asl toscana nord ovest sono aumentate del 33% rispetto all’anno precedente, e sono state registrate nel 36% delle proposte di donazione, un po’ di più della media regionale, che conta il 34% di opposizioni alle proposte di donazione. La Versilia in questo senso sarebbe leggermente in controtendenza, dunque.
«Queste opposizioni, nella sola nostra azienda, hanno impedito di proporre al Centro nazionale trapianti ben quattro donatori, che potevano dare l’opportunità di curare fino ad altre dodici persone — fanno sapere dall’Asl — Pertanto è importante informarsi sulla donazione, presso la Asl, al Coordinamento locale per la donazione o dal proprio medico di famiglia, o consultando il sito dell’Aido o quello del Centro nazionale trapianti parlarne con i propri cari. E una volta che si è definita la propria volontà in merito è importante esprimerla in uno dei modi consentiti dalla legge. In Toscana abbiamo una grande opportunità: la nostra è la prima regione in Italia che offre l’opportunità di esprimere la propria volontà non solo alla Asl o all’Aido o con una dichiarazione scritta da conservare a casa, ma anche in uno qualsiasi degli uffici delle anagrafi comunali che progressivamente stanno aderendo al progetto “una scelta in comune”».
Nel nostro territorio, sia il Comune di Viareggio che quello di Camaiore ad esempio aderiscono al progetto.
Secondo il protocollo previsto per la procedura, la propria scelta può essere espressa in qualsiasi momento della vita dell’individuo, e può essere modificata ogni volta che la persona lo desideri.
La decisione viene quindi registrata a livello nazionale tramite il centro trapianti e può quindi essere consultata laddove ci fossero le condizioni di diventare donatori di organi.
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