Il Baggio dell’hockey all’attacco dei razzisti
L’ira di Bertolucci per gli insulti al giovane di colore del Cgc. «Questa cosa non esiste, sono imbestialito: si vada in fondo»
VIAREGGIO. «Questa cosa mi ha toccato nel profondo. E mi ha fatto imbestialire. Non è possibile che possa accadere un episodio del genere, tantomeno nello sport e tra ragazzini. Si vada fino in fondo: chi ha sbagliato capisca che non deve farlo mai più». Niente discorsi di facciata, niente preamboli. Mirko Bertolucci, fuoriclasse del Cgc Viareggio che si porta dietro il soprannome di “Baggio dell’hockey”, è diretto nella vita come in pista. L’obiettivo, nel gioco, è andare a segno con tutta la fantasia che ha ricevuto in dono da Madre Natura. Generosa sia con lui che con il fratello Alessandro, oggi allenatore del team Viareggio. Mirko, però, vuole tenere la testa alta anche quando sveste la maglia bianconera. E così ha deciso di non stare zitto dopo l’episodio di domenica scorsa.
I fatti: siamo nel campionato under 17, i ragazzi del Cgc giocano a Prato contro i pari età del Maliseti. Un sedicenne hockeysta viareggino viene preso di mira perché nero. Soprattutto — questa è la cosa più triste — dai giocatori avversari, che hanno la sua età. Gli dicono: «Negro di m...». E non una volta sola, secondo quanto riferiscono dalla società del presidente Alessandro Palagi. «No, non è stata una sola frase infelice — racconta Mirko Bertolucci — si sono rivolti a lui in quel modo più volte. Alla fine il ragazzo si è innervosito e ha reagito, colpendo un avversario. E prendendosi il provvedimento dell’arbitro. Il ragazzo non ha detto niente a mio fratello, sembrava quasi che non volesse giustificarsi per la reazione. Mio fratello, però, gli ha detto che ha sbagliato: avrebbe dovuto dirglielo. E lui avrebbe chiesto all’arbitro di sospendere la partita».
I Bertolucci, da questo punto di vista, non accettano fraintendimenti. Niente silenzi, niente “Non sono razzista, ma”. «Per come la vedo io, per la mia maniera di vedere la vita, questa cosa mi fa inc...are — dice Mirko — Capisco che il nostro è un Paese dove questo tipo di atteggiamenti sono sempre più frequenti. Ma io non lo accetto in nessun modo e soprattutto non voglio che si minimizzi. È vero: la vicenda mi tocca, per così dire, in casa mia. Quel ragazzo l’ho preso a giocare cinque anni fa assieme a mio fratello, era un bimbetto: l’ho sempre seguito e quindi mi sento ferito personalmente. Ma avrei fatto la stessa cosa per un altro ragazzo o per un altro giocatore vittima di pregiudizi e di insulti razzisti».
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Mirko Bertolucci ha fatto un post sulla sua pagina Facebook per esprimere la propria solidarietà al giovane atleta. Questo il succo: «Per noi del Centro il tuo colore non è mai stato un problema, anzi un vanto. Dopo quello che è successo ieri a Prato oggi mi sento ancora più tuo amico. Sei un grande, continua nella tua strada contro i pregiudizi». Il post ha superato le 100 condivisioni. Anche perché racconta l’anima di una città e di una squadra che storicamente fanno dell’accoglienza un loro punto di forza. Da qui anche il plauso di Bertolucci al suo presidente Palagi, che ha deciso di denunciare pubblicamente quanto accaduto a Prato. «So che il presidente farà un esposto su questa storia — dice il campione viareggino — Non posso che essere contento del fatto che il Cgc voglia andare fino in fondo. È giusto che si capisca che queste cose non vanno trascurate, né minimizzate come cerca di fare qualcuno. Soprattutto se lui stesso è stato protagonista di episodi simili. Si dia l’esempio, soprattutto ai giovani: mai più fatti del genere».
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