Il presidio
LUTTO
È morto Bruno, il figlio dell’eroina di Sant’Anna
STAZZEMA. Se ne va un altro pezzo importante dell’Associazione Martiri di Sant’Anna. Si è spento, nel pomeriggio di venerdì, Bruno Pellegrini. Non era un sopravvissuto della strage del 12 agosto 1944,...
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STAZZEMA. Se ne va un altro pezzo importante dell’Associazione Martiri di Sant’Anna. Si è spento, nel pomeriggio di venerdì, Bruno Pellegrini. Non era un sopravvissuto della strage del 12 agosto 1944, ma era figlio di Cesira Pardini, una delle superstiti più importanti. Lei, insieme a Milena Bernabò, è l’unica Medaglia d’Oro al Merito Civile vivente di Sant’Anna. Le altre due sono quella riconosciuta a Don Innocenza Lazzeri e a Genny Bibolotti Marsili.
Bruno nacque nel 1946, due anni dopo l’eccidio. Anna Pardini, la vittima più piccola della strage (fu uccisa a 20 giorni dalla nascita) e sorella di Cesira, sarebbe stata sua zia. Imbianchino in pensione, Bruno Pellegrini viveva a Forte dei Marmi. Lascia la moglie Liliana, i figli Andrea e Alessio e i quattro nipotini. È stato sempre attivo e impegnato nell’associazione “Martiri di Sant’Anna”, della quale era membro del direttivo. Dedicava particolare cura alla manifestazione sportiva “Un fiore a Sant’Anna” e sempre accompagnava la mamma ogni volta che saliva a Sant’Anna.
«Di Bruno — scrivono dal Museo della Resistenza e dall’Associazione Martiri — resta a tutti noi il sorriso, la spontaneità, l’amore verso la sua famiglia e il profondo legame con Sant’Anna. Sempre disponibile a impegnarsi, a dare una mano, gentile ed amorevole verso la mamma Cesira, che con grande emozione accompagnò in Prefettura a Lucca, il 14 novembre 2011, per ricevere la Medaglia d’Oro».
La mattina del 12 agosto 44, Cesira si trovava in località Coletti di sotto, insieme alla famiglia. Riuscì a salvare le sorelle Adele e Lilia, un bambino di un anno, Paolo Lencioni, ma perse la mamma e due sorelle. I soldati tedeschi radunarono davanti ad un muro di una casa circa trenta persone, ma Cesira riuscì ad aprire la porta di un forno e ad infilarcisi dentro insieme alle sorelle. Finite le scariche di mitra, a parte Paolo Lencioni, non c’era più nessuno rimasto in vita e si nascosero in una grotta.
Il funerale di Pellegrini si terrà oggi alle 15 nella chiesa di Sant’Antonio a Tonfano. (t.b.g.)
Bruno nacque nel 1946, due anni dopo l’eccidio. Anna Pardini, la vittima più piccola della strage (fu uccisa a 20 giorni dalla nascita) e sorella di Cesira, sarebbe stata sua zia. Imbianchino in pensione, Bruno Pellegrini viveva a Forte dei Marmi. Lascia la moglie Liliana, i figli Andrea e Alessio e i quattro nipotini. È stato sempre attivo e impegnato nell’associazione “Martiri di Sant’Anna”, della quale era membro del direttivo. Dedicava particolare cura alla manifestazione sportiva “Un fiore a Sant’Anna” e sempre accompagnava la mamma ogni volta che saliva a Sant’Anna.
«Di Bruno — scrivono dal Museo della Resistenza e dall’Associazione Martiri — resta a tutti noi il sorriso, la spontaneità, l’amore verso la sua famiglia e il profondo legame con Sant’Anna. Sempre disponibile a impegnarsi, a dare una mano, gentile ed amorevole verso la mamma Cesira, che con grande emozione accompagnò in Prefettura a Lucca, il 14 novembre 2011, per ricevere la Medaglia d’Oro».
La mattina del 12 agosto 44, Cesira si trovava in località Coletti di sotto, insieme alla famiglia. Riuscì a salvare le sorelle Adele e Lilia, un bambino di un anno, Paolo Lencioni, ma perse la mamma e due sorelle. I soldati tedeschi radunarono davanti ad un muro di una casa circa trenta persone, ma Cesira riuscì ad aprire la porta di un forno e ad infilarcisi dentro insieme alle sorelle. Finite le scariche di mitra, a parte Paolo Lencioni, non c’era più nessuno rimasto in vita e si nascosero in una grotta.
Il funerale di Pellegrini si terrà oggi alle 15 nella chiesa di Sant’Antonio a Tonfano. (t.b.g.)
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