Il Tirreno

Versilia

Impianti anti-inquinamento pronti dopo oltre due anni 

di Matteo Tuccini
Impianti anti-inquinamento pronti dopo oltre due anni 

Tanto ci è voluto per iniziare la sperimentazione con l’acido peracetico L’obiettivo è ripulire la Fossa dell’Abate. Il Comune: si parte dopo Pasqua

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LIDO. Ci sono voluti più di due anni e mezzo. Trascorsi tra riunioni, tavoli tecnici, consulenze e una pila di carte. Ma alla fine gli impianti anti-inquinamento delle acque sono pronti. Lo fa sapere il Comune di Camaiore, che assicura: «Nei prossimi giorni o subito dopo Pasqua si parte».
Gli impianti spargeranno acido peracetico nella Fossa dell’Abate, così come nei fossi Motrone e Fiumetto per quanto riguarda il Comune di Pietrasanta. L’obiettivo è ripulire questi corsi d’acqua, inquinati da liquami provenienti da scarichi fognari che lì non dovrebbero essere. Queste schifezze provocano, nelle giornate di pioggia, i divieti di balneazione in mare. Perché i liquami vengono portati dai corsi d’acqua fino al litorale. Proprio una rete di fogne adeguata è la soluzione definitiva al problema, ma anche in questo caso i lavori stanno procedendo a singhiozzo. L’acido peracetico, una specie di disinfettante, è stato ritenuto la soluzione temporanea adeguata dopo che è stata cassata la cosiddetta “ionizzazione”, cioè l’abbattimento dei batteri con l’uso dell’elettricità. L’uso dell’acido viene contestato da alcuni osservatori e in particolare dal Movimento 5 Stelle, che ha condotto una sorta di campagna per impedire ai Comuni di mettere in piedi gli impianti. Un ostacolo in più per il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, che dall’ottobre del 2014 — quando si è assunto l’impegno di portare a termine l’accordo per il mare pulito — ha faticato non poco per portare a casa il primo risultato. Del Dotto ha sempre ribadito che si tratta di una sperimentazione: al primo dato sospetto si chiude tutto. Nel frattempo si spera di procedere con la realizzazione delle fogne, a carico della società idrica Gaia. Che ha i suoi problemi.
Oggi la situazione è a questo punto: gli impianti sono pronti, mancano alcune opere secondarie che però non influiscono sul loro funzionamento. E che verranno realizzate nel giro di venti giorni. Nel frattempo arriverà l’acido e si partirà con la sperimentazione: «Se non entro Pasqua, subito dopo» assicurano dal Comune. Martedì ci sarà una riunione del collegio di vigilanza sull’accordo tra enti: servirà per aggiornare tutti sulla situazione e sottoscrivere l’inizio del programma di ripulitura delle acque. Poi le amministrazioni pubbliche inizieranno una campagna informativa per spiegare ai cittadini come funziona l’acido. Un modo per disinnescare le nuove polemiche che sicuramente torneranno a divampare.
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