Il presidio
strage di Viareggio
Mattarella sfila con Moretti: i familiari si dicono indignati
VIAREGGIO. La foto è quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita al Museo ferroviario di Pietrarsa, in Campania: al suo fianco cammina Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie,...
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VIAREGGIO. La foto è quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita al Museo ferroviario di Pietrarsa, in Campania: al suo fianco cammina Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie, condannato a sette anni dal Tribunale di Lucca per il disastro ferroviario di Viareggio, trentadue morti. Immediata la reazione dei familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009, attraverso le parole di Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «Ci vergogniamo profondamente di essere andati al Quirinale», è la posizione dei familiari delle vittime. «Perché non si rendono ancora conto dell'umiliazione che provano familiari e cittadini a vedere le più alte istituzioni dello Stato affiancate da chi ha ricevuto dallo stesso Stato una condanna a 7 anni per omicidio colposo plurimo aggravato, disastro ferroviario, lesioni colpose e incendio colposo».
Il messaggio che arriva da Viareggio punta dritto alla politica italiana tutta: «Dovrebbero essere le stesse forze in Parlamento a sollevarsi». Alle istituzioni tutte, Piagentini rivolge la domanda che si è sentito porre dal figlio Leonardo, sopravvissuto come il padre a quella notte di fuoco che gli ha strappato madre e fratellini: «Ma quanti bambini devono essere bruciati vivi per far sì che si accorgano di chi hanno accanto?».
Parole alle quale Piagentini aggiunge: «Invio questo messaggio che esprime la rabbia, lo sdegno e l'umiliazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio a tutti i presenti a Napoli. E li invitiamo a darci una risposta che attendiamo da chi ha ancora un briciolo di coscienza di ciò che è stato causato a tutti noi. E nel percepire un millesimo del dolore che abbiamo dal 29 giugno 2009 e che nuovamente ci avete causato, ci auguriamo che ciò possa servire a provocare quel conato di coscienza. Che allora, e solo allora, forse ci darebbe ancora un briciolo di speranza. Speranza che la giustizia e la verità sulla strage di Viareggio passi ancora dal giudizio di un Tribunale Italiano e non nelle dorate stanze dei vostri Palazzi o dalle passerelle delle vostre manifestazioni in pompa magna». (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il messaggio che arriva da Viareggio punta dritto alla politica italiana tutta: «Dovrebbero essere le stesse forze in Parlamento a sollevarsi». Alle istituzioni tutte, Piagentini rivolge la domanda che si è sentito porre dal figlio Leonardo, sopravvissuto come il padre a quella notte di fuoco che gli ha strappato madre e fratellini: «Ma quanti bambini devono essere bruciati vivi per far sì che si accorgano di chi hanno accanto?».
Parole alle quale Piagentini aggiunge: «Invio questo messaggio che esprime la rabbia, lo sdegno e l'umiliazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio a tutti i presenti a Napoli. E li invitiamo a darci una risposta che attendiamo da chi ha ancora un briciolo di coscienza di ciò che è stato causato a tutti noi. E nel percepire un millesimo del dolore che abbiamo dal 29 giugno 2009 e che nuovamente ci avete causato, ci auguriamo che ciò possa servire a provocare quel conato di coscienza. Che allora, e solo allora, forse ci darebbe ancora un briciolo di speranza. Speranza che la giustizia e la verità sulla strage di Viareggio passi ancora dal giudizio di un Tribunale Italiano e non nelle dorate stanze dei vostri Palazzi o dalle passerelle delle vostre manifestazioni in pompa magna». (d.f.)
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