Il Tirreno

Versilia

Per l’accordo sull’asse Balducci chiede il ritiro del ricorso 

di Donatella Francesconi
Per l’accordo sull’asse Balducci chiede il ritiro del ricorso 

Primo incontro tra l’imprenditore proprietario della ex Fervet e l’amministrazione comunale: «La sentenza del Tar va rispettata e l’Ente faccia un passo indietro dal Consiglio di Stato»

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VIAREGGIO. Un primo incontro nei giorni scorsi, per prendersi reciprocamente le misure, tra l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro e l’imprenditore della nautica Giuseppe Balducci, proprietario dei terreni e dell’area ex Fervet in via Indipendenza. Qui è previsto che si faccia strada la prima parte del terzo lotto dell’asse di penetrazione, atteso da sempre e realizzato mai, da via Pisano all’area portuale della città. «È stato un primo contatto - spiega al “Tirreno” lo stesso Balducci - ma una delle prime cose necessarie è il ritiro del ricorso del Comune al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar della Toscana che ci ha dato ragione . Sentenza alla quale il Comune deve ottemperare».
Nel provvedimento dei giudici amministrativi cui Balducci fa riferimento è contenuto, però, un giudizio pesantemente negativo su come l’Ente pubblico viareggino nel corso degli anni ha gestito la materia urbanistica. E fu il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo a decidere per il ricorso, nel 2015.
La sentenza stabilì con chiarezza - ricorda Balducci - «che è impossibile prendere il 40% di un terreno senza dare niente in cambio. Si sarebbe trattato di un esproprio mascherato». L’accordo, che permetterebbe intanto di completare il secondo lotto dalla rotonda di via Pisano alla via Indipendenza, è sul tavolo delle amministrazioni comunali da anni, sottolinea l’imprenditore: «Vi si stabilisce che in attesa del Piano di recupero dell’area Fervet si concede il terreno che sarà poi computato nel Piano generale». Facile, insomma, vista così. Ed allora la domanda “cosa manca per l’accordo?” è inevitabile: «Chi governa deve avere il coraggio politico di scegliere quale dei tre progetti ancora sul tavolo per il terzo lotto sia quello “buono”. E, sinceramente, quando sento parlare di referendum esteso anche a chi abita al Marco Polo mi si drizzano i capelli in testa».
Perché l’unica soluzione praticabile - sono le parole di Giuseppe Balducci - è quella che porta la maxi strada a transitare a Sud dello stadio dei Pini: «Ai tempi dell’amministrazione Marcucci consegnai al Comune una simulazione animata, fatta dall’architetto, che prevedeva il passaggio di una barca da 50 metri lungo tutti e tre i tracciati ipotizzati. Lì toccammo con mano quale era la soluzione migliore. Verificando anche che lo stadio ha un angolo morto, là dove sfiora il Sito di importanza comunitaria (Sic), angolo che può essere eliminato senza creare problemi».
Una strada - quella ipotizzata con passaggio dietro allo stadio - alla quale Balducci ritiene debba però essere portata una modifica: «L’ultimo progetto dell’allora dirigente dei lavori pubblici, Riccardo Raffaelli - ricorda Balducci - prevedeva due “rotondine”, una alla Fervet ed una in pineta. Io credo che si otterrebbe un risultato migliore anche per chi vi abita abbattendo un’abitazione. Con quel progetto, infatti, c’è chi si vedrebbe passare le imbarcazioni direttamente all’altezza del balcone». Non è indispensabile, aggiunge Balducci, «ed allora sarà quel che sarà per chi abita nella zona toccata dalla nuova viabilità».
Il messaggio che lo storico imprenditore della nautica manda all’amministrazione in carica è netto: «Noi siamo pronti». Adesso, come si dice, gli altri svelino le proprie carte. Solo così si saprà davvero se il terzo lotto dell’asse sia una realtà possibile, oppure il grande, infinito bluff di Viareggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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