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Versilia

Forti come una Quercia: campioni nel calcio e uniti al di là del risultato

di GABRIELE BUFFONI
Forti come una Quercia: campioni nel calcio e uniti al di là del risultato

di GABRIELE BUFFONI Tra le prime contrade che nel1956 diedero vita al primo Palio (disputatosi nello storico campetto, oggi scomparso, in via Catene), la Quercia rappresenta quello che è il cuore...

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di GABRIELE BUFFONI

Tra le prime contrade che nel1956 diedero vita al primo Palio (disputatosi nello storico campetto, oggi scomparso, in via Catene), la Quercia rappresenta quello che è il cuore della piana e dell’intero territorio coinvolto nell’universo del Palio dei Micci. Il suo nome originario - contrada di “Querceta Centro” - ancor di più rispecchia quel legame con il fulcro cittadino che è stato in origine principale motore di aggregazione.

Difficile risalire ai padri della contrada, anche se certo non mancano personaggi che ne hanno fatto la storia in quei primi anni di vita: come “Danì degli ottani” - al secolo Danilo Davini - chiamato così perché proprietario di un distributore di benzina lungo la via Aurelia, punto fermo per tutti i contradaioli dell’epoca: fu lui (che in paese era conosciuto anche con il soprannome di “Sceriffo”) a ricoprire il ruolo di capo-contrada agli albori del gruppo bianconero e sempre sua - nel 1957 - fu l’idea di trasmettere a ripetizione, come sberleffo per le contrade rivali, il brano con cui la Quercia si presentò al primo Miccio Canterino.

«Anche il nostro attuale sindaco Riccardo Tarabella (figlio di uno dei padri del Palio, Dino Tarabella, ndr) ha partecipato alla vita attiva della contrada in passato - rivela l’attuale presidente bianconero, Andrea Lorenzoni - e non solo da bambino: anche anni più tardi era parte attiva del nostro consiglio, pur senza mai ricoprire la carica di presidente. Speriamo - scherza - che tenga di buon conto il Palio e le contrade, dato che conosce così bene questo mondo».

Nel corso di questi 61 anni, la Quercia è diventata una delle contrade che può vantare una bacheca decisamente ricca di trofei anche se è reduce da un anno non esattamente al colmo del trionfo: sebbene abbia ottenuto in generale ottimi piazzamenti, l’unica vittoria nel 2016 rimane quella nei Giochi di bandiera, competizione che già da due anni vede trionfare proprio i bianconeri e che rispecchia una tradizione molto importante e sentita nelle vie del centro cittadino.

«Le vittorie si susseguono a cicli - spiega Lorenzoni - basti vedere la Coppa Presidente, che va a sommare i risultati annuali in tutte le competizioni: dal 2008 al 2012 la nostra contrada ha vissuto un periodo d’oro, e anche adesso il bel gruppo di persone che costantemente mette impegno e passione per i nostri colori ci permette di ottenere dei risultati di cui andare orgogliosi, anche quando non si tratta di primi posti. Bisogna però sperare in un ridimensionamento delle spese, perché così - ammette il presidente bianconero - è dura andare avanti: specialmente per quel che riguarda alcuni aspetti della contrada, come l’organizzazione e la gestione della sagra gastronomica».

Nonostante le difficoltà economiche però, la Quercia anche quest’anno è pronta ad attestarsi tra le protagoniste del Palio. «A partire dal Festival - conferma Lorenzoni - siamo sempre stata una contrada che ha portato cantanti di spessore sul palco del Miccio Canterino, anche a questo 60esimo appuntamento puntiamo decisi alla vittoria. Poi ovviamente abbiamo nel mirino anche la corsa del Palio, avendo ingaggiato un fantino e un asino nuovi, e aggiungerei anche l’ambizione di tornare a vincere l’Alabarda: sul Tema abbiamo lavorato molto e cercheremo di ottenere la vittoria, e anche nella sfilata ci siamo impegnati anche economicamente investendo in alcuni vestiti nuovi».

E per il futuro? «Le speranze sono buone - commenta il numero uno della Quercia - sia per quel che riguarda il gruppo musici che per il torneo di calcio: la nostra squadra, che ci ha sempre dato grandi soddisfazioni, ha un buon numero di giovani promesse che, magari già dal prossimo anno, potranno partecipare e magari farci tornare a vincere».

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