Il Tirreno

Versilia

L’appello dei residenti in via di Montramito: «Non mandateci via»

di Donatella Francesconi
L’appello dei residenti in via di Montramito: «Non mandateci via»

Dopo le ordinanze del Comune per gli abusi sulla Gora la proposta alla Regione è di declassare il corso d’acqua

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VIAREGGIO. Declassare la Gora di Stiava, oggi classificata vero e proprio fiume, come il Serchio o l’Arno. È la richiesta che arriva dai proprietari delle abitazioni della via di Montramito che hanno ricevuto dal Comune l’intimazione ad abbattere le porzioni di abitazioni per le quali oggi – dopo trent’anni – l’Ente pubblico ha decretato che non debba esservi condono. «Di fronte alle ordinanze del Comune ci sono situazioni – raccontano i residenti – nelle quali c’è solo da andare via». Perché le case, a porzione abusiva abbattuta, risulterebbero in alcuni casi perfino inabitabili. Case «che sono lì da 130 anni, lungo una via di Lucca che è sempre stata così, lungo la Gora che in cento anni non è mai esondata. Perché è più alta dalla parte del ponte di Maghetto». E dove «sono state rilasciate licenze di costruire, dallo stesso Comune di Viareggio, fino a vent’anni fa». Licenze per costruire intere camere sulla parte di immobile che si affaccia sulla Gora: «Gli Enti pubblici dov’erano all’ora?».

La testimonianza è quella di Luca Petri che racconta: «Sono un residente di via di Montramito, il condono chiesto nel 1985 e rifiutato nel 2015. Ma a tre abitazioni invece è stata rilasciata la licenza...assurdo... come sono assurde altre cose». Ma non è solo questo che fa imbufalire i destinatari dei provvedimenti di demolizione, freschi di notifica. Se è vero, infatti, che c’è chi ha costruito e ha presentato, ormai trent’anni fa, domanda di condono, c’è anche chi – invece – ha tirato su di tutto ma non ha mai messo mano neppure ad una carta. Abusi nascosti, dunque, che nessuno demolirà mai. Via di Montramito come «una polveriera», raccontano le voci raccolte in questi giorni caldi di notifiche. Il braccio di ferro tra confinanti è pronto ad iniziare: «Chi abbatte gli abusi rischia di fare un danno alla casa con cui confina, soprattutto se il vicino sceglie, invece, di non procedere nello stesso senso». In una sorta di domino edilizio dagli effetti devastanti. Nel 2007 l’allora amministrazione del sindaco Marco Marcucci (assessore all’urbanistica era Fabrizio Manfredi) approvò il Piano di recupero di via di Montramito che garantiva di sanare gli abusi abbattendo i volumi sulla Gora e alzando le abitazioni fino a sette metri. Nessuno ha utilizzato lo strumento. Perché è presto detto: «Io dovrei abbattere un bagnetto – racconta un residente -: quindi per mettermi in regola avrei dovuto ricostruire tutta la casa?». In un’epoca in cui la crisi economica iniziava a erodere i redditi ed in una parte di città dove gli abusi non riguardano certo ville di lusso. «Da cinquant’anni la via di Lucca è in guerra», è la voce di residenti che ricordano, uno ad uno, i morti investiti dal traffico che ha affogato per decenni la strada e la battaglia contro gli scarichi abusivi nella Gora che invadevano di cattivo odore le case: «Il Comune ci ignora - sono le parole di Petri -. Ci sarebbe bisogno davvero dell'aiuto di tutti i cittadini di Viareggio per uscire da questa situazione». Ed ai viareggini Petri rivolge un appello: «Chi avesse foto storiche della via e della Gora gentilmente me le invii».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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