Il Tirreno

Versilia

Cent’anni di vita dedicati all’arte e alla politica

di ADOLFO LIPPI
Cent’anni di vita dedicati all’arte e alla politica

Il senatore viareggino celebra con un libro la sua lunga e fortunata carriera

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di ADOLFO LIPPI

Giovanni Pieraccini, politico, scrittore, collezionista d’arte e viareggino famosissimo, celebra la sua lunghissima (è nato il 25 novembre 1918) e fortunata carriera con un libro, a cura di Maurizio Degl’Innocenti (Piero Licata editore), che è stato presentato al Club Nautico Versilia. Il libro ha per titolo “Giovanni Pieraccini, la politica e l'arte”. E così sintetizza e descrive i due “grandi amori” del più volte ministro ed esponente di spicco del partito socialista e sono amori che Pieraccini ha interpretato e interpreta con passione profonda, puntiglioso carattere, giusta veemenza. Cosicché assieme all’amore per Vera, eterna compagna di vita, fanno da costrutto e significato un’esistenza che è stata piena, produttiva, avvincente e nella quale si innestano anche tante vicende della sua città nativa, appunto Viareggio.

Pieraccini è sempre stato un vulcano attivo. Non è mai stato in disparte da ciò che accade. Ha sempre suscitato vicende e iniziative e non è un caso che, grazie a lui, abbia preso vita la Gamc, il museo allocato nel palazzo delle Muse, sia stato riconosciuto a livello nazionale il Festival Pucciniano, sia sorta l’associazione Versilia Unita. Poi si aggiunge il peso della donazione di opere grafiche e oli al Museo Lorenzo Viani; mentre altre sue opere importantissime sono state messe di recente sul mercato grazie alla collaborazione della casa Pandolfini di Firenze.

Ma ciò che il libro, documentatissimo, mette in evidenza è una massa rilevante di testimonianze. Pieraccini che studiò al liceo Carducci di Viareggio assieme a quella storica generazione che dette anche Manfredo Bertini, eroe della lotta di Liberazione, e Mario Monicelli, regista indimenticabile, fece a Roma e nel partito socialista, con Pietro Nenni, una carriera folgorante. Nel libro risaltano i suoi rapporti, da direttore dell’Avanti! eppoi da parlamentare e ministro, con Nenni, Pertini, Lombardi, De Martino, Craxi, Moro, Andreotti, Berlinguer, figure fondanti la storia democratica dell’Italia del dopoguerra, figure che grazie all’incontro delle culture cattolica e socialista segnarono più di 40 anni di storia repubblicana. Ma Pieraccini, a parte quest’attivismo partitico, tenne e tiene sempre la barra a dritta sull’arte sia per interesse personale da collezionista sia perché lo riguardano i problemi istituzionali (le Biennali, le legislazioni sul patrimonio, il rapporto Stato e Arte) che richiedono un’organizzazione del settore.

L’incontro tra artisti e Pieraccini sbocciò da quando giornalista e direttore del giornale socialista ebbe a far sodalizio, a creare amicizie, con Capogrossi, Corpora, Perilli, Santomaso, Arnaldo e Giò Pomodoro, Mastroianni, Guttuso, Dorazio, Consagra, Scialoia eppoi Calder, Henry Moore, Alechinsky, Octavio Paz, insomma quanto di meglio vi era in Italia e all’estero; approfondendo la cura critica grazie ai contatti proficui con due giganti dell’arte studiata e furono Ragghianti (al quale dobbiamo un bellissimo catalogo su Moses Levy) e Argan.

Pieraccini non si fece mancare contatti con intellettuali quali Mario Soldati, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Gillo Pontecorvo, Ennio Morricone, Goffredo Petrassi. Quando divenne presidente dell’Ina consolidò, da uomo di collezioni (e quindi di acquisti) la sua esperienza e insegnò parecchio al mercato un mecenatismo originale e rappresentativo che apportò all’azienda un valore davvero cospicuo di opere. Rilevante interesse ha poi dimostrato per la grafica, arte ritenuta minore che Pieraccini frequentò a livelli assai alti e di recente alcune opere colorate hanno raggiunto cifre a migliaia di euro. La grafica è la colonna portante della Gamc e documenta, in buona esposizione (che Alessandra Belluomini Pucci ha curato), artisti moderni fondamentali e Pieraccini intraprese la sua collezione (ricchissima) grazie alla Libreria Antiquaria Prandi di Reggio Emilia. L’amministratore dell’Avanti! era Dino Prandi, zio di Dino, e con questa famiglia Pieraccini, nello studio di via Berta, s’entusiasmò al genere divenendo socio del Cercle Graphique Europeen con sede a Amsterdam.

In Parlamento è rilevante l'azione a favore della cultura. Pieraccini ha fatto approvare numerosi leggi per la tutela delle cose d’arte, per l’Università internazionale d'arte di Firenze e Venezia, per il festival “Roma - Europa” in Roma. Il libro, curato da Maurizio Degl’Innocenti, professore ordinario di storia contemporanea, presidente della Fondazione Turati, comprende una preziosa documentazione composita: lettere personali, biglietti, cartoline, scambiate con personaggi notissimi, fotografie di momenti pubblici ed altre, simpatiche, di ambienti domestici e con amici (radiosa l’immagine di un ballo tra Pieraccini giovanissimo e la moglie Vera). Poi vi è un’accurata narrazione dell’attività parlamentare poiché Pieraccini dal 1948 al 1976 è stato per sette volte ministro, a Lavori pubblici, Bilancio, Marina mercantile, Ricerca scientifica.

Molte pagine sono dedicate ai suoi sogni: fare di Viareggio il parco della musica e il parco dell'arte. Consapevole, da viareggino schietto e testardo, che sia il carnevale sia il Pucciniano sia il Premio Letterario Viareggio vivessero, in ultimo, stagioni di crisi, egli s’è prodigato in varie direzioni perché le manifestazioni e gli eventi che avevano dato lustro alla città tornassero a splendere.

Egli ha sempre guardato in alto: Torre del Lago avrebbe dovuto offrire un parco all’altezza di Salisburgo, Bayreuth, Edimburgo. Ciò avrebbe comportato la costruzione di un teatro al chiuso. Purtroppo le cose andarono come andarono e il Pucciniano dovrà essere ancora affrontato con strumenti che rispecchino la leggenda dal maestro creata. Più concreta è stata la realizzazione della Gamc di palazzo delle Muse. Qui Giovanni e Vera Pieraccini hanno riversato molte delle cose d’arte possedute (grafica e oli). E hanno immaginato una scuola internazionale di grafica ancora da attuare. Purtroppo la città ha finanze cortissime, i bilanci pubblici soffrono buchi micidiali, così l’arte e la cultura, autentici amori di Giovanni e Vera, e di altri, pochi, concittadini, languono. Però la strada indicata alle nuove generazioni rimane l'unica percorribile: Viareggio è una città di artisti.

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