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EMERGENZA TALLIO SENZA FINE

A Valdicastello si continua a bere acqua in bottiglia

A Valdicastello si continua a bere acqua in bottiglia

VALDICASTELLO. A quasi 3 anni dal deflagrare - ufficiale -dell’emergenza tallio, la gente di Valdicastello continua a convivere con un incubo che non sembra avere fine. «Ad oggi ci sono oltre 40...

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VALDICASTELLO. A quasi 3 anni dal deflagrare - ufficiale -dell’emergenza tallio, la gente di Valdicastello continua a convivere con un incubo che non sembra avere fine. «Ad oggi ci sono oltre 40 abitazioni con l'acqua contaminata: a quando le sostituzioni delle tubature da parte di Gaia? Sentiamo parlare di diffide a firma del sindaco, di lavori che la società sarebbe pronta a eseguire a proprie spese, ma la tempistica resta un mistero. Nel frattempo la stragrande maggioranza dei residenti continua a bere acqua in bottiglia e non dal rubinetto, perché ha paura». Parole amare quelle dei rappresentanti del Comitato all’indomani dell'assemblea pubblica - con principali referenti Asl, Comune, Università di Bologna- servita per fare il punto sulla presenza di metalli pesanti in paese e in particolare negli orti domestici.

«A differenza di altre occasioni abbiamo notato da parte della Giunta una piena consapevolezza della problematica: e questo è importante per tutti noi che non vogliamo contrapposizioni, ma risolvere una volta per tutte l'emergenza. Certo, dalle parole poi bisogna passare ai fatti» dicono dal comitato.

A tenere banco in paese è la questione degli orti domestici. «Ci dicono che cavoli, lattuga e ravanelli da noi coltivati vanno consumati con accurata moderazione: non è una raccomandazione rassicurante, quella di Asl, ma detto questo non siamo nelle condizioni di coltivare un bel niente perché l’acqua del fosso Baccatoio, causa contaminazione, non è utilizzabile per irrigare e ad oggi, nonostante le promesse delle Istituzioni, non è ancora stata captata alcuna altra sorgente. Dal Comune ci dicono che entro giugno la questione irrigazione sarà risolta: speriamo».

Sullo sfondo restano una serie di lavori eseguiti da Gaia, inversione dei flussi, lavaggi, sostituzioni di rete idrica, che non sono serviti a cancellare la presenza del tallio a Valdicastello. «Abbiamo saputo di recente che anche i lavori portati a compimento nei mesi scorsi nei pressi della Pieve - ribadiscono dal Comitato - non sono serviti a niente. Da anni conviviamo col tallio e ancora non si riesce neppure a intravedere la parola fine a questa emergenza». (l.b.)

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