Sos per il cantiere davanti al pontile «Non lavoro più»
L’area dell’ex hotel Principe è abbandonata e nel degrado L’appello di un’albergatrice: «I clienti non vogliono venire»
LIDO DI CAMAIORE. Il cantiere dell’ex hotel Principe di Lido è diventato da tempo il simbolo del degrado: è un rifugio per i senza tetto e un luogo della droga. E questo non danneggia solo l’immagine di Lido e del suo pontile che si trova a due passi, ma anche l’onore, se così si può chiamare, delle attività vicine. Tanto da essere diventato lo spauracchio per i potenziali clienti della zona.
A lanciare l’allarme è Teresa Aspronio, una dei soci dell’hotel “Nuovo Tirreno”, l’albergo che si trova proprio accanto a quel cantiere fermo da mesi: «Purtroppo la situazione parla per noi - dice - proprio davanti al rinomato pontile, che dovrebbe attirare i nostri turisti, c’è questo palazzo abbandonato con i lavori che è uno spaventapasseri per i nostri clienti: vengono più perché i teloni e l’orribile scheletro del palazzo in costruzione non sono quella bella visione che si vorrebbe avere dalla finestra durante una vacanza».
La vicenda dell’hotel Principe è tortuosa e nasce dall’annuncio della sua riqualificazione da albergo a palazzina di quattro piani con sei appartamenti e un negozio. Il progetto avrebbe cambiato lo skyline della zona, riqualificandola. Questo però aveva scatenato le ire dei vicini che si erano rivolti a un avvocato perché nel progetto c’erano delle irregolarità che violavano le norme della distanza tra gli edifici. Rialzando di un piano tutto lo stabile infatti, i terrazzi dell’ultimo piano sarebbero stati troppo vicini al palazzo accanto. La ditta costruttrice, la Dierre di Lucca, quindi è stata condannata a ripensare tutto il progetto. Con lei era stata condannata anche l’amministrazione comunale, rea di aver concesso di aver concesso la possibilità di costruire non rispettando le distanze imposte dalla legge. Il nuovo piano dei lavori deve essere ancora presentato e intanto quel casermone rimane lì.
«Questo crea anche dei problemi alla nostra struttura - continua Aspronio - quando piove l’acqua di scolo del palazzo arriva nell’albergo e ci sono delle infiltrazioni dentro all’edificio. La situazione è insostenibile e noi abbiamo il diritto di lavorare».
I titolari del Nuovo Tirreno si sono rivolti anche all’amministrazione comunale per vedere di risolvere il problema.
Dal municipio sono partite anche delle ordinanze che sollecitano la Dierre a bonificare l’area ma finora niente è stato fatto. Il Comune infatti non ha il potere di fare interventi diretti sull’area ma potrebbe comunque intimare alla ditta di intervenire in un arco di tempo ragionevole attraverso un’ordinanza contingibile e urgente, ovvero un provvedimento amministrativo con il quale sono imposti alcuni doveri.
E, fanno sapere dall’amministrazione, è quello che verrà fatto presto: a quel punto qualcuno dovrà obbligatoriamente mettere mano al cantiere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
