Italia
L’addio ai voucher vale più di un milione di euro
Oltre 100.000 i buoni pagati per impieghi in hotel, bagni e ristoranti versiliesi Ma il Governo ha deciso di abolirli. Ed è polemica tra imprese e sindacati
VIAREGGIO. Una forma legalizzata di sfruttamento del lavoratore, secondo la Cgil. Un modo veloce per combattere il lavoro nero, secondo le imprese. La Versilia si spacca sui voucher in maniera ancora più forte rispetto al resto d’Italia. Perché l’uso dei buoni per prestazioni lavorative temporanee ha conosciuto un boom clamoroso da queste parti. Le cifre? Nel 2016 hotel, bagni e ristoranti versiliesi hanno pagato più di un milione di euro per impieghi di poche ore, utilizzando proprio questo strumento. Tutti soldi che, con l’abolizione dei voucher decisa dal Governo, restano in bilico. Da vedere se saranno comunque pagati con altre forme contrattuali, a termine o di tipo indeterminato. O se spariranno dall’economia ufficiale per diventare (o tornare) in “nero”.
Il boom in Versilia. Nel giro di un anno i voucher sono aumentati in maniera esponenziale soprattutto nel turismo. Inevitabili le conseguenze per la Versilia. Secondo le cifre fornite dall’Inps alla Cgil, nel 2015 sono stati riscossi 863.464 voucher in tutta la Toscana per lavori temporanei di tipo turistico. Un anno dopo erano oltre un milione e mezzo. Di questi, nella sola provincia di Lucca sono stati 210.235 i voucher pagati dalle imprese: un numero clamoroso, che avvicina un territorio tutto sommato piccolo alle cifre di Firenze, Siena e Livorno, province assai più estese e molto sviluppate dal punto di vista turistico. Su questo exploit della provincia di Lucca è decisivo il ruolo della Versilia: secondo la Cgil la maggioranza dei voucher ad uso turistico è stata erogata sulla costa. Il che significa una stima, al ribasso, di oltre 100.000 buoni pagati. Tenuto conto che la quasi totalità dei buoni utilizzati è da 10 euro all’ora - 7,5 euro vanno al lavoratore e 2,5 a Inps e Inail per coprire contributi pensionistici e assicurazione - si ottiene il totale di più di un milione di euro di compensi versati dalle imprese ai lavoratori. Grazie a questi numeri, come detto, Lucca si posiziona ai vertici in Toscana per l’uso dei voucher. Una classifica che adesso andrà in pensione: il Governo ha deciso di abolire i buoni-lavoro.
La cautela della Cgil. La scelta non può che far piacere alla Cgil, che aveva promosso un referendum per cancellare questo strumento. «Vedremo nello specifico quale sarà la strada presa dal Governo - afferma Valentina Gullà, segretaria provinciale della Filcams - è chiaro che, se l’Esecutivo dovesse venire incontro alle nostre richieste in maniera importante, saremmo pronti ad annullare il referendum. Voglio tuttavia precisare che la Cgil non era contraria all’esistenza dei voucher: noi pensiamo che sia giusto prevederli in certi contesti lavorativi, come quello familiare. Ad esempio baby-sitter e badanti. La nostra contrarietà era legata agli abusi». Va detto, però, che le vertenze per posti di lavoro veri mascherati con l’uso dei voucher non ci sono. «Sono rare, è vero - ammette Gullà - perché sono difficili da portare avanti. Ma non significa che non ci siano ingiustizie». La contrarietà delle imprese. Di tutt’altro tenore l’opinione delle aziende. Così Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio di Lucca e Massa Carrara. «Quella dei voucher - afferma Pasquini - è stata una vicenda dall’epilogo paradossale, per la quale si è andati a scegliere la strada della cancellazione, senza che si sia pensato a proporre da subito strumenti alternativi e senza preoccuparsi del vuoto normativo e pratico che si è andati a creare. Con l'eliminazione di questo strumento - prosegue il direttore di Confcommercio - non potranno più essere coperte quelle attività occasionali comunque presenti nelle imprese, con il solo risultato di tornare a favorire il lavoro al nero e il cosiddetto sommerso. Non si può pensare, infatti, che le tante imprese che vivono di stagionalità o di picchi di lavoro circoscritti a brevi periodi dell’anno possano assumersi l'onere di assunzioni a tempo pieno. Per questa ragione auspichiamo con forza che dal Governo arrivi una risposta immediata e alternativa alla eliminazione dei voucher».
@matteotuccini
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