Il Tirreno

Versilia

Recuperati oltre metà dei costi bancari dei derivati

di Donatella Francesconi
Recuperati oltre metà dei costi bancari dei derivati

Accordo Comune-Unicredit sugli strumenti finanziari accesi dal 2002 al 2004 L’analisi degli esperti: l’ente pubblico pagava una cifra «eccessiva»

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VIAREGGIO. Le scelte finanziarie del passato continuano a pesare sui conti del Comune di Viareggio. In particolare quelle relative ai derivati (non titoli muniti di un proprio valore intrinseco ma che derivano il loro valore da altri prodotti finanziari ovvero da beni reali alla cui variazione di prezzo essi sono agganciati). Oggi il Comune segna un punto a proprio favore, attraverso l’accordo transattivo raggiunto con Unicredit. La banca - si legge negli atti pubblicati all’Albo pretorio del Comune - «a fronte degli oneri periodici complessivi rimasti a carico dell’Ente, riconosce al Comune - entro 15 giorni dal perfezionamento dell’accordo - la somma ommicomprensiva di 500.000 euro». Dal canto suo il Comune «si impegna a rinunciare a qualsiasi procedimento legale dinanzi a qualsivoglia autorità giudiziaria o arbitrale relativamente alla operatività in derivati e non richiedere alla banca alcun ulteriore pagamento in relazione a dette operazioni e comunque a tutte l’operatività dei derivati».

Si sta parlando dei contratti Swap e Collar stipulati nel 2002 e nel 2004 (amministrazione del sindaco Marco Marcucci) analizzati dalla società “Finance Active Italia” (Milano) nella relazione datata 2 gennaio scorso.

«Il Comune - si legge nella bozza di accordo - ha manifestato più volte le proprie doglianze alla Banca in relazione all’operatività in derivati tempo per tempo intrattenuta, chiedendo alla stessa di valutare la possibilità di riconoscere al Comune un contributo economico relativamente ai flussi maturati e rimasti a carico dell’Ente».

Il contenzioso vero - lo sottolinea la relazione di “Finance Active Italia” - è quello relativo al costi impliciti alla stipula dei contratti, intesi come «i caricamenti dei margini lordi bancari non resi trasparenti nei contratti». Il livello di costo implicito - continua la relazione - «pagato dal Comune di Viareggio, in riferimento ai contratti Swap 2002 e 2003, è comunque a nostro avviso eccessivo», quantificato in 916.458,16 euro.

La transazione - è l’analisi conclusiva - «permette al Comune di Viareggio di recuperare il 55% dei costi impliciti applicati, rendendo così la quota residua delle commissioni applicate in ogni caso ragionevole, tenendo conto delle tipologie di operazioni sottoscritte».

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