Il Tirreno

Versilia

Lite fra gli Amici di Burlamacco Condannato Renzo Pieraccini

di Claudio Vecoli
Lite fra gli Amici di Burlamacco Condannato Renzo Pieraccini

Accusò pubblicamente il tesoriere dell’associazione di aver trattenuto indebitamente 992 euro Ma l’accusa era infondata e ora è arrivata la sentenza che punisce l’ex vicepresidente della Fondazione

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di Claudio Vecoli

VIAREGGIO

Per l'associazione avevano scelto un nome che tutto lasciava immaginare meno che un (brutto) finale in un'aula di tribunale. E invece l'ultima parola sugli Amici di Burlamacco l'ha pronunciata un giudice. Condannando penalmente Renzo Pieraccini - ex vicepresidente della Fondazione Carnevale durante l'amministrazione guidata da Luca Lunardini ed ex consigliere comunale dell'allora maggioranza di centrodestra - ad una multa di 400 euro (pena sospesa) e al pagamento delle spese processuali per aver infangato la reputazione di Alessandro Capparelli, accusandolo pubblicamente di aver trattenuto indebitamente 992 euro dell'associazione nella sua qualità di tesoriere. Una condanna per diffamazione che diventerà definitiva se Pieraccini non impugnerà il decreto entro 15 giorni dalla notifica.

La vicenda. Tutto ha preso inizio quando un gruppo di amici legati fra loro dalla passione per il Carnevale ha deciso di riunirsi in una associazione con lo scopo di organizzare iniziative legate alla manifestazione. E non a caso era stato scelto come nome quello di Amici di Burlamacco. Ma due anni fa i rapporti fra alcuni dei componenti del sodalizio si sono bruscamente deteriorati, con accuse reciproche e parole grosse volate sia in occasioni pubbliche (come l’assemblea dell’associazione del 25 agosto 2015) che su Facebook (con post pubblicati sui profili personali dei soggetti coinvolti) sfociate in una vera e propria guerra legale: da una parte Renzo Pieraccini, dall'altra alcuni componenti del direttivo (Marco Simeone, Marco Boccucci, Alessandro Capparelli e Maria Gallo). Motivo del litigio, l'accusa rivolta da Renzo Pieraccini ad Alessandro Capparelli, tesoriere dell'associazione, di essersi appropriato del fondo dell'associazione con tanto di denuncia formale presentata in commissariato. Accusa che aveva portato anche al contestatissimo scioglimento dell'associazione per «dissidi interni».

Carte bollate. Dopo un anno di battaglia a suon di carte da bollo, il giudice per le indagini preliminari Grotteria aveva ritenuto insussistenti le accuse rivolte da Renzo Pieraccini ad Alessandro Capparelli ed aveva archiviato la posizione dell'ex tesoriere dell'associazione che è stato così scagionato da ogni addebito. Al tempo stesso aveva però invitato il pubblico ministero che si era occupato della vicenda - la dottoressa Sara Polino - a formulare un capo di imputazione nei confronti dello stesso Renzo Pieraccini, che è stato così rinviato a giudizio per diffamazione. Marco Simeone, Marco Boccucci, Alessandro Capparelli e Maria Gallo - difesi dagli avvocati Genick e Romanini - avevano per altro ottenuto, in sede civile, la sospensione cautelare dell'efficacia della delibera di scioglimento dell'associazione Amici di Burlamacco.

La condanna. Nel frattempo il giudice per le indagini preliminari Riccardo Nerucci ha emesso il decreto penale nei confronti di Renzo Pieraccini condannandolo a 400 euro di multa, al pagamento delle spese processuali e all'applicazione delle pene accessorie previste. Una sentenza che risale in realtà allo scorso 1° dicembre, ma che è stata notificata soltanto ieri. Adesso Renzo Pieraccini - difeso dall'avvocato Marco Taddei - può opporsi entro quindici giorni, altrimenti la condanna diventerà definitiva (in virtù della sospensione della pena, però, gli effetti pratici saranno minimi).

Ma la vicenda non si chiuderà certamente qui. Una volta chiusosi il procedimento penale, si aprirà infatti il processo civile con il quale Alessandro Capparelli chiederà il risarcimento danni legato alla diffamazione. Un ulteriore passaggio che - a meno che non si trovi una qualche forma di accordo - si preannuncia altrettanto complesso e spinoso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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