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Versilia

Cento bagni pagano meno di diecimila euro

di Matteo Tuccini
Cento bagni pagano meno di diecimila euro

Ecco i canoni versati dai titolari degli stabilimenti per gestire il litorale di Viareggio e Torre del Lago

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VIAREGGIO. Scatta l’operazione trasparenza sulle spiagge. Il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda vuole istituire un registro delle concessioni dei litorali: una specie di elenco dove mettere insieme i dati dei canoni pagati dai balneari. «Serve chiarezza su quanto versano allo Stato», dice il ministro. Ebbene: sull’onda di queste parole abbiamo deciso di pubblicare tutti i canoni pagati nell’anno appena trascorso dagli oltre 400 stabilimenti balneari di Viareggio e della Versilia. Iniziando, noblesse oblige, dalla Perla del Tirreno.

Come si leggono le cifre. I canoni pubblicati sono quelli relativi al 2016, forniti dal Comune di Viareggio. Alcune cifre sono la somma del canone dovuto dalla società titolare dello stabilimento balneare - a cui fa riferimento la concessione - per la gestione del bagno, della spiaggia attrezzata e anche di eventuali locali, come abitazioni e case di guardianaggio. Su questi importi, che vanno nelle casse dello Stato tramite lo stesso Comune, bisogna poi applicare un’addizionale regionale del 25%. Che finisce, appunto, nelle tasche della Regione. Per comodità, tuttavia, abbiamo deciso di non sommare le due cifre. Per quanto siano entrambe da considerarsi esborsi destinati all’amministrazione pubblica.

Chi paga di più. Spulciando i dati forniti dal Comune di Viareggio si scopre che sono solo ventisette gli stabilimenti che pagano più di 10.000 euro all’anno di canone demaniale. Sul podio dei bagni più salassati il primo è il Principe di Piemonte (46.028,20 euro): si tratta, però, di un canone che il Comune paga a se stesso, visto che lo stabilimento balneare è in concessione alla Viareggio Patrimonio, società partecipata dalla stessa amministrazione. Secondo posto per il bagno Fortunato di Torre del Lago (39.177,24 euro); terzo posto, anche se di poco, per il Balena in Passeggiata: 39.089,69 euro. Seguono via via tutti gli altri: da notare che molti stabilimenti che versano di più per la gestione della spiaggia si trovano in Darsena. Qui le concessioni sono più ampie e il costo medio, per il balneare, è di poco inferiore ai 20.000 euro all’anno. Va detto, però, che non sempre i metri quadrati sono un parametro fedele: come spiegato di recente da Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale del sindacato Fiba, oggi le categorie di riferimento per il canone demaniale sono due e si basano non sulle dimensioni, ma sui servizi. Più servizi hai e più paghi. Una stortura normativa che consente autentiche ingiustizie: un bagno, per quanto piccolo, nel cuore della Passeggiata non può essere ritenuto uguale a uno che insiste su Torre del Lago. Se non altro per il passaggio quotidiano di turisti, evidentemente diverso.

Chi versa di meno. La stragrande maggioranza dei concessionari viareggini si attesta su cifre inferiori ai 10.000 euro. Si va dai 1.830,33 euro del bagno Maber in Passeggiata - probabilmente la concessione più piccola in città - ai 9.020,54 euro della Stella del Nord a Torre del Lago.

Quanto incassa il Comune. Calcolando il totale degli importi versati all’amministrazione, si ottiene la cifra di un milione e centomila euro circa all’anno. È tanto o poco? Per capirlo bisognerebbe fare il conto del fatturato annuale dei 126 stabilimenti balneari tra Viareggio e Torre del Lago: a occhio, ma solo a occhio, sembra esserci una disparità importante. È per questo motivo che i balneari finiscono regolarmente al centro delle polemiche: il cittadino medio fa il raffronto tra le cifre a fianco e quanto costano un ombrellone e uno sdraio. I balneari dicono che sono paragoni ingiusti e che oltre al canone devono affrontare altre spese. Ma si sono già detti disponibili a dare di più.

I bagni pronti a dare di più. Non sono parole: c’è un documento sottoscritto nel 2009 dalle associazioni di categoria con l’allora ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. Il protocollo d’intesa rimase lettera morta, ma i balneari giurano di non averlo dimenticato. Una cosa è sicura: nel disegno di legge di riforma delle spiagge, in discussione in Parlamento, c’è anche il capitolo sui canoni demaniali. Il sistema va cambiato e non è detto che vada a discapito di tutti i balneari. Qualcuno, d’altro canto, dovrà rassegnarsi a pagare di più per gestire la spiaggia. Soprattutto se in una zona di pregio.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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