Il Tirreno

Versilia

Tessere-spesa ritirate Scoppia l’ira dei profughi

di Cesare Bonifazi
Tessere-spesa ritirate Scoppia l’ira dei profughi

Le prepagate fornite ai migranti per comprare esclusivamente cibo usate per acquistare altri prodotti: ricariche, alcolici e anche un computer

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LIDO DI CAMAIORE. Momenti di tensione alla Misericordia di Lido: i richiedenti asilo ospitati all’interno della struttura hanno ingaggiato una piccola sommossa con tanto di voce alta nei confronti della dirigenza dell’associazione, rea di aver tolto loro le schede prepagate per fare la spesa. Il motivo di questo improvviso diniego è che con quelle schede non ci veniva comprata solo la pasta ma anche cellulari, ricariche telefoniche e un profugo particolarmente risparmioso è arrivato a comprarsi un computer da 390 euro. Inaccettabile per Aldo Intaschi, presidente della Miselido, e per il suo staff che hanno deciso di revocare in maniera inderogabile queste tesserine e costringere gli ospiti a stilare una lista della spesa. Agli acquisti da oggi ci penseranno gli operatori della Misericordia. I detrattori dell’accoglienza l’hanno chiamata “la guerra dello spumante”, proprio perché alcuni richiedenti asilo con quei soldi hanno comprato degli alcolici.

I profughi della struttura infatti fino ad oggi avevano quella che viene comunemente pagata “paghetta”, denaro contante pari a 2,5 euro al giorno che possono spendere come meglio preferiscono ma, oltre a questo, potevano contare anche su 35 euro a testa a settimana sotto forma di una scheda che gli viene fornita esclusivamente per acquistare il cibo. È escluso tutto il resto: no ai detersivi, agli alcolici e men che meno cellulari, ricariche e computer. La struttura aveva scelto di sua spontanea volontà di operare questa scelta, piuttosto che dare un servizio di mensa. Le tessere, che vengono ricaricate settimanalmente, non hanno una scadenza e quello che non viene speso rimane come budget “in cassa”, oltre a questo le carte possono essere comulate e, risparmiando, il denaro contenuto all’interno cresceva tanto che a uno dei richiedenti asilo ha potuto spendere anche una cifra un po’ più alta per comprarsi u computer. Fatto che però non è sfuggito ai controlli sugli scontrini degli operatori della Misericordia.

L’utilizzo improprio di queste tessere non è esattamente un problema nuovo, ma il bubbone è scoppiato dopo questa decisione netta di revocare le prapagate. Dato che lo staff della Misericordia deve costantemente rendicontare queste spese e le regole imposte dall’alto sono chiare, prima sono arrivati i richiami singoli, poi si è intervenuti ad personam, fino a che non è stato notato che questa era una tendenza diffusa. Il che a costretto a questa misura limitativa.

Questo ha suscitato l’ira dei richiedenti asilo che hanno sentito come una limitazione della propria libertà di scelta. Uno dei profughi, Yousouff Cisse, viene dalla Costa d’Avorio ed era particolamente adirato: «Voglio scegliere cosa comprare a mia moglie e mia figlia, quando sono arrivato mi hanno dato la scheda, non possono togliermela».

Ma le regole sono regole e non è consentito spendere quei soldi se non per generi alimentari. Già nei giorni scorsi serpeggiava il malcontento ma ieri i venticinque “ospiti” del Lido hanno deciso di far sentire la loro voce. Momenti di tensione e sono arrivati carabinieri, polizia e Municipale in via precauzionale. Niente di più di qualche urlo.

A sedare gli animi è arrivato Intaschi che ha chiarito la sua posizione a tutti i richiedenti asilo riuniti al secondo piano: «Non si torna indietro su questa decisione - ha detto con amarezza - toglietevelo dalla testa. Chi non è d’accordo con questa decisione può dircelo e verrà segnalato in Prefettura: tornerà all’hub di Lucca e verrà riassegnato a un’altra struttura. Queste sono le regole e vanno rispettate».

Dato il momento di tensione, è intervenuto direttamente sul posto anche il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto che ha appoggiato su tutta la linea le scelte della Misericordia: «Loro rivendicano la libertà di fare la spesa come un diritto - ha detto - ed è difficile dar loro torto. Tuttavia è anche vero che ci troviamo in una situazione in cui le regole non sono state rispettate perché il regolamento non include l’acquisto di alcolici o di altra merce. Si è cercato quindi di trovare il modo perché questo non accadesse più. Chi non vuole adattarsi ha due strade: o non mangia o chiede di essere spostato dal sistema di accoglienza che offre la Misericordia. L’accoglienza da noi funziona perché curiamo l’aspetto umano, questo però non significa che dobbiamo passare sopra alle regole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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