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Cave, stangata in arrivo raddoppia la tassa marmo
Il contributo da destinare al Comune passa da poco più del 5% al 10%. I grillini: più controlli sull’estratto. Il Comune pensa di prendere un geologo
SERAVEZZA. Stangata in arrivo sulle cinque aziende di Seravezza che estraggono marmo dalla valle del Serra, dal monte Altissimo, e dal monte Costa. Il contributo per l’estrazione - la cosiddetta tassa marmo - da quest’anno passerà dal 5,25% al 10%, così come successo a Stazzema. Lo prevede una legge regionale del 2015: la percentuale sarà calcolata sul valore dell’oro bianco che le società del lapideo prelevano dal territorio comunale. Valore su cui verrà applicato, appunto, il 10% e non più il 5,25%.
A chiedere lumi sul tema è il Movimento 5 Stelle di Seravezza, che ha anche chiesto all’amministrazione Tarabella di reinvestire parte di quelle risorse per assumere personale che verifichi i reali quantitativi di marmo estratto. L’applicazione della tassa marmo si basa sulle autocertificazione delle aziende: se dichiarassero di aver estratto meno materiale di quello in realtà scavato l’effetto sarebbe nullo. Nel 2016, così come nel 2015, Seravezza ha incassato 180 mila euro dalle attività di cava. Ci sono circa 10 siti estrattivi sul territorio: la maggior parte dell’Henraux Spa, sull’Altissimo, mentre altre quattro aziende coltivano marmo nell'area del Trambiserra e sul monte Costa. «Si parla di una cifra veramente consistente - scrivono in una nota stampa i grillini di Seravezza - che crediamo debba essere utilizzata al meglio: manutenzione stradale, mitigazione dei danni ambientali, monitoraggio della qualità dell’aria, delle acque e di eventuali conseguenze dirette ed indirette sulla salute dei cittadini. Riteniamo inoltre che sia opportuno e necessario dover destinare una parte di questo importo alla formazione di personale ed all'allestimento di controlli seri - propone il M5S - sia delle quantità che della qualità di materiale estratto, visto che ad oggi ci basiamo ancora su un sistema di autodichiarazione». È la stessa legge regionale a vincolare questi incassi a spese ben definite. Seravezza è sempre stata ligia: i soldi delle cave sono finiti in particolare nella manutenzione delle strada, principalmente asfaltature. Tuttavia la giunta seravezzina apre anche alla proposta dei 5 Stelle sui controlli. A rispondere è il vicesindaco Valentina Salvatori, che ha annunciato che Seravezza potrebbe proprio assumere un tecnico esterno. «Il tema del controllo è importante e Seravezza nei limiti delle possibilità tecniche è sempre stato molto attento - ha spiegato Salvatori - Nei prossimi tempi, in continuità con la nostra politica, potremmo dare un incarico esterno ad un geologo per controllare i piani di coltivazione delle aziende, tutto ciò negli interessi del comune stesso». È infatti esclusa un’assunzione diretta dato che Seravezza come altri comuni d’Italia è vincolata a determinati parametri. Ma non sarà una soluzione dietro l'angolo, dato che «questo è un momento delicato - ha detto Valentina Salvatori - poiché stiamo avviando le procedure per l'approvazione dei piani di bacino, e poi dovremo valutare il nuovo piano del Parco». Sui controlli intanto l'amministrazione si aspetta anche un ruolo importante dalla Regione Toscana. Intanto il Comune chiederà il pagamento della tassa marmo (per il restante 5%) di parte del 2015 e del 2016. Seravezza aveva infatti temporeggiato ad applicare l'aumento retroattivo per un dubbio interpretativo della legge regionale, poi sviscerata dall’avvocatura regionale.
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