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Sospetti di plagio per il volto sfregiato Boruca e Trump

Sospetti di plagio per il volto sfregiato Boruca e Trump

Il “tema triste”, la struttura “statica e senza movimenti”, l'uso della coreografia. E poi quel volto sfregiato, molto simile a una scultura del giapponese Yuichi Ikehata. Il giorno dopo la lettura...

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Il “tema triste”, la struttura “statica e senza movimenti”, l'uso della coreografia. E poi quel volto sfregiato, molto simile a una scultura del giapponese Yuichi Ikehata. Il giorno dopo la lettura dei verdetti il più bersagliato è Alessandro Avanzini, che ha appena suonato la sua nona sinfonia (che per alcuni è una cacofonia se associata a coriandoli e stelle filanti, ma dopotutto il Carnevale è uno stato d'animo e ognuno lo interpreta a modo proprio) tra i carri grandi. Il vincitore è comunque in buona compagnia: pure altri costruttori sono stati accusati d'aver scopiazzato idee altrui per i loro mascheroni. Non è passato giorno in cui su Facebook non sia stata pubblicata dagli antiavanziniani, quasi si fossero messi d'accordo, la foto del mezzobusto di un corpo in decomposizione realizzato con argilla, carta e fil di ferro da Ikehata - ma c'è chi giura che Avanzini aveva dichiarato apertamente di essersi ispirato all'artista nipponico. Nell’ultima settimana, invece, hanno iniziato a girare le immagini di un piccolo carro su Trump che ha sfilato l'anno passato a Düsseldorf in Germania: il mascherone dell'allora candidato repubblicano veniva irriso dalla Statua della Libertà e presentava un voluminoso ciuffo con la scritta “Make fascism great again”. Una ciocca di capelli dalle forme ondeggianti che qualcuno ha trovato non dissimile da quella modellata da Stefano e Umberto Cinquini per le sfilate che si sono appena conclusa. E proprio domenica scorsa, a fil di sirena, è arrivata all'attenzione della Fondazione Carnevale e delle redazioni dei giornali un'email in cui si mostrano le maschere Boruca identiche a quelle dei Bonetti (per forza: i due fratelli hanno omaggiato la popolazione tribale della Costa Rica...) in vendita su Internet e l'albero disegnato nel bozzetto, praticamente identico a un'opera dell'illustratore Ferdinand Ladera (ma quello del carro è stato poi sviluppato in modo differente). Uno scandalo? Non proprio: sul Carnevale da anni convergono citazioni più o meno volute dal mondo della pittura, del cinema, della letteratura e del teatro. E non è detto che si debba giudicare negativamente questa commistione di generi. (s.p.)

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