Il Tirreno

Versilia

Aumentano i casi di morbillo, l’Asl raccomanda di non andare in ospedale

di Matteo Tuccini
Aumentano i casi di morbillo, l’Asl raccomanda di non andare in ospedale

Una decina di persone colpite dal virus: colpa anche del crollo delle vaccinazioni obbligatorie. «Nessun allarmismo: chi si ammala può curarsi benissimo a casa, chi è in contatto con lui si vaccini»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Aumentano i casi di morbillo in Versilia. Sono una decina le persone colpite dal virus negli ultimi mesi: siamo sopra la media, visto che in passato questi ammalati si contavano sulle dita di una mano. Per questo motivo l’Asl ha deciso di inviare una comunicazione ufficiale «non per generare allarmismo, ma per invitare i cittadini a non rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia se non necessario».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14949850:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2017/02/27/news/tre-pazienti-fanno-la-storia-del-versilia-1.14949850]]

Il motivo? Ridurre il più possibile il rischio contagio. Che nel morbillo è alto. E pericoloso, quando si tratta di adulti. Salvo che non siano vaccinati o che non abbiano già avuto la malattia: in questo caso il rischio è praticamente inesistente.

L’incremento dei casi di morbillo sta riguardando buona parte della Toscana. Poche settimane fa si sono registrati dei focolai a Firenze, che hanno colpito anche operatori sanitari degli ospedali. Anche nel territorio dell’Asl Nordovest e in particolare in Versilia si sono registrati questi episodi.

Per questo motivo dall’azienda sanitaria chiedono a chi si ammala di non recarsi in pronto soccorso per evitare il contagio: il pronto soccorso potrebbe funzionare da moltiplicatore, facendo infettare sia gli altri pazienti che gli stessi operatori dell’ospedale. Si consiglia, invece, di restare a casa e curarsi come da prassi: in assenza di sintomi gravi, la malattia se ne andrà così come è venuta.

«La malattia è contagiosa - spiega l’Asl - e a trasmissione aerea. Nel caso di comparsa di sintomatologia compatibile con morbillo è raccomandabile una valutazione medica e poi l’isolamento domiciliare per alcuni giorni. È quindi il medico o pediatra di famiglia a dover vagliare la situazione e a decidere la soluzione migliore per il proprio assistito. Se non ci sono sintomi particolarmente gravi, non è infatti consigliabile l’accesso in ospedale, che invece rischia di far aumentare la diffusione dell’infezione».

L’Asl, comunque, assicura che non siamo di fronte a un’epidemia. E che il consiglio rivolto all’utenza è una precauzione. «Ai contatti di ogni persona affetta da morbillo viene comunque offerta la vaccinazione dal Dipartimento della prevenzione», ricorda l’azienda sanitaria.

La maggiore circolazione del virus del morbillo è molto probabilmente legata ad una riduzione, nell’ultimo periodo, della percentuale di bambini vaccinati. In Versilia la percentuale è scesa a poco più dell’86% (dati 2015): significa che 14 bambini su 100 non sono coperti. Siamo due punti sotto la media dell’intera Asl (88%) e quasi dieci punti meno della percentuale del 95%, considerata la minima per la cosiddetta “immunità di gregge”. Cioè il meccanismo che consente di coprire dai rischi di contagio anche chi non si vaccina.

«I vaccini utilizzati negli ultimi anni per i bambini - conclude l’Asl - sono combinati contro morbillo, rosolia e parotite (Mpr) e tale vaccinazione è inclusa nel calendario nazionale di quelle obbligatorie e raccomandate. Anche per gli adulti che non hanno avuto la malattia, soggetti a complicazioni molto serie anche se rare, il consiglio è quello di vaccinarsi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web