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Pietrasanta ricorda la tempesta di vento
Cerimonia a Fiumetto a due anni di distanza dalla notte che piegò 15mila alberi e provocò due milioni di danni
PIETRASANTA. Due anni fa, di primo mattino, Pietrasanta sospese attonita il suo sguardo su un territorio che non riconosceva: mutilato, devastato. Denudato da una tempesta di vento che solo per le mille coincidenze fortuite del destino non fece vittime. Ma i numeri lasciati in scia da quel 5 marzo sono ben impressi ancora oggi nella memoria di molti: 15 mila alberi stramazzati al suolo o danneggiati, un immobile su 4 colpito, oltre 2 milioni di euro di danni, 150 imprese penalizzate dalla furia del vento ed una ferita, intrisa di dolore e tristezza, inferta al bosco della Versiliana. Da qui un maxi-progetto di riforestazione di undici ettari dello stesso bosco che prevede 2.765 nuove piante, che andranno ad aggiungersi ai 363 alberelli donati dal Corpo forestale per un progetto completato dall’abbattimento di 960 piante in precario stato di sicurezza.e ancora alla rimozione di 205 ciocche.
In realtà il 5 marzo 2015 pesa ancora come un macigno anche sui bilanci di molte famiglie e altrettante aziende che attendono di vedersi risarcire i danni subiti: un percorso tortuoso, come sempre in questi casi, che esula dalle istituzioni locali.
I momenti di due anni fa saranno ricordati questa mattina, alle 10, con la Messa alla chiesa di Fiumetto officiata dal parroco Don Alessandro e a seguire la cerimonia alla presenza del sindaco Massimo Mallegni, di fronte al cippo in marmo-bronzo realizzato da Daniele Bazzichi e Matteo Castagnini e inaugurato lo scorso anno.
«L’amministrazione comunale non vuole dimenticare rilanciando il tema della ricostruzione e della rinascita della comunità attraverso i progetti di ripiantumazione del patrimonio arboreo nel parco della Versiliana e i tanti interventi di ripristino e messa in sicurezza. L’opera di Bazzichi-Castagnini narra il ciclo della vita. La morte, rappresentata dall’anima di un tronco di un pino della Versiliana “strappato” dalla violenza del vento di 70 anni e da due pigne e dai pinoli, frutto e seme della rinascita che assicurano la continuità della vita, la speranza. «Bazzichi - si legge in una nota del palazzo comunale - è artigiano molto conosciuto in città così come Matteo Castagnini, nipote dello scultore Frido Graziani e ritoccatore presso la Fonderia Artistica Mariani». Un simbolo per non dimenticare.
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