Il sindaco di Amatrice: «Grazie, Viareggio»
Sergio Pirozzi, origini trabaccolare, ha ricevuto ieri il Coriandolo d’Oro «Qui sono venuto anche come allenatore dell’Ascoli alla Coppa Carnevale»
VIAREGGIO. «Vi ringrazio perché per la prima volta in sei mesi sono riuscito a dormire tranquillo, oltretutto in un letto comodissimo: mi sentivo quasi a disagio...». Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, è a Viareggio per ricevere il Coriandolo d'Oro, il premio ideato cinque anni fa all'allora presidente della Fondazione Carnevale Alessandro Santini. Con la testa, però, non si stacca dalla sua città devastata dal terremoto. E prima che inizi la cerimonia di consegna è sempre incollato al telefonino: «Parlo con tutti, da Gentiloni fino all'agricoltore che fatica a riavviare la sua attività andata distrutta», racconta il primo cittadino di Amatrice, legato a Viareggio molto più di quanto si possa pensare. Intanto è trabaccolaro, originario di quella San Benedetto del Tronto che con la città del Carnevale vanta un gemellaggio ultraventennale. E poi, come ricorda lui stesso, «nella mia precedente vita sono stato allenatore di calcio e ho partecipato nel 2008 alla guida dell'Ascoli: nel girone arrivammo primi a pari punti con Siena e Shakhtar Donetsk e passammo noi grazie al sorteggio, poi uscimmo ai quarti dopo una partita assurda...».
Pirozzi, commenta anche la visita degli alunni della scuola elementare di Torrita, frazione di Amatrice, al corso mascherato di domenica scorsa: «I bambini forse stanno meglio degli adulti», osserva il sindaco, al suo secondo mandato. «Credo che sia stata un'esperienza che ricorderanno con piacere: hanno scoperto l'arricchimento che deriva dalla conoscenza di persone diverse. Il mio sogno, del resto, non è la ricostruzione di Amatrice: sarebbe troppo scontato. No: sogno una comunità che antepone il 'noi' all'io e che, soprattutto, un domani sia la prima a correre in soccorso di chi ha bisogno dopo aver ricevuto solidarietà e aiuti da ogni parte d'Italia».
Il Coriandolo d'Oro, una statuetta in pietre preziose disegnata da Cesare Giovacchini e realizzata dall'azienda Oro Più, è poi andato alla stilista Anna Fendi che ha definito "leggendario" il Carnevale di Viareggio. «Ho sempre sognato fin da bambina di assistere alle sfilate. Per me i carri sono come la moda: vivono di creatività e sono frutto dell'artigianalità, un patrimonio tutto italiano che dobbiamo tutelare e tramandare ai giovani».
Gli stessi giovani che hanno colpito un altro grande nome della moda, Renato Balestra, pure lui insignito del Coriandolo d'Oro: «Ho visitato gli hangar della Cittadella e ho visto tre generazioni diverse di artisti, tutti entusiasti del loro mestiere. Perché non fare un carro sulla moda? Sarebbe carino. E chissà che per la prossima collezione non m'ispiri proprio al Carnevale di Viareggio...».
I tre premiati hanno ricevuto non solo il premio ma anche gli applausi di cinque rappresentanti di altrettante amministrazioni comunali della Versilia: tra questi mancava Viareggio, che nel giorno di martedì grasso non ha trovato proprio nessuno per accogliere i tre ospiti...
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