Aveva la cintura allacciata, ma non l’ha salvata
La polizia municipale al lavoro per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente
MARINA. La vittima - seduta dietro nella Fiat Cubo guidata dal marito - aveva le cinture regolarmente allacciate, così che i vigili del fuoco intervenuti per estrarla hanno dovuto tagliarle. Hanno funzionato a dovere anche gli air bag frontali della Qubo, tanto che guidatore e figlio della coppia non hanno riportato ferite gravissime, nonostante il tremendo schianto. Sono alcune delle certezze nelle prime indagini sullo schianto mortale in via Unità d’Italia.
Tutta da accertare, invece - ed è il lavoro della polizia municipale di Pietrasanta, impegnata ieri per tutta al giornata sull’incidente - la presenza di una ruota di scorta che si sarebbe trovata sul sedile posteriore dell’auto, lo stesso occupato dalla vittima. Nell’immediatezza dei soccorsi è spuntato questo particolare, ma chi ha visto il corpo della donna durante le fasi della rianimazione non ha notato traumi visibili all’altezza del capo che possano far ipotizzare l’urto tra gomma e passeggero.
Sarà, dunque, il compito della ricognizione sul corpo - disposta per il tardo pomeriggio di ieri - individuare, insieme alla ricostruzione dei soccorritori, cosa possa aver realmente causato il decesso della donna e quale trauma le sia stato fatale una volta avvenuto l’impatto frontale tra le due auto, la Fiat Qubo e la Mini.
Tutte le ipotesi sono da valutare: la “Qubo”, infatti, è stata quasi del tutto distrutta nell’incidente e solo il racconto dettagliato dei sopravvissuti potrà spiegare dove si trovava realmente la ruota di scorta e se non possa essere finita all’interno dell’auto in seguito all’incidente. (d.f.)
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