Gli ex gestori di Fappani a giudizio con l’accusa di riciclaggio
Undici imputati dopo l’inchiesta della Dda di Roma. Fra questi anche chi ha gestito per alcuni anni lo storico bar della Passeggiata
VIAREGGIO. Dai sequestri alle confische di ristoranti e pizzerie. E ora il processo. Di quelli che partono con accuse pesanti: aver ripulito in attività legali i soldi della camorra. La rotta Napoli-Pisa, passando da Roma, crocevia di interessi illeciti che rimbalzano anche in provincia. È il filone toscano di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma quello approdato in Tribunale a Pisa con undici imputati. Riciclaggio con l'aggravante mafiosa e bancarotta a carico di chi si trova nella posizione più delicata. Intestazione fittizia di beni per i ruoli considerati marginali, ma sufficienti per finire a processo accanto a chi deve difendersi di aver riciclato i soldi della camorra provenienti da estorsioni e droga.
Salvatore Righi - con due fratelli è a giudizio anche nella capitale dove alla famiglia titolare del marchio Ciro Pizza hanno confiscato beni per 80 milioni e tra il 1998 e il 1999 è stato presidente del Ponsacco- nell'ipotesi dell'accusa sostenuta dal pm Giulio Monferini sarebbe tra i riciclatori dei soldi del clan Contini di Napoli. L'altro imputato è il cugino, Espedito Parisi, 50 anni, conosciuto ristoratore residente a Tirrenia, già amministratore della Passeggiata Srl, società di gestione di Fappani a Viareggio, poi fallita. Le contestazioni più gravi - dal riciclaggio alla bancarotta - sono per loro.
Il resto degli imputati sono i familiari di Parisi, accusati di intestazione fittizia di beni per aver gestito diverse pizzerie tra centro e litorale. E, tra gli altri, Salvatore De Caprio, Carlo Silvestri, Cesare Talamo, Diego Delle Vedove. Tra i difensori ci sono gli avvocati Francesca Zuccoli, Marco Pucci con i legali Magno, Fulgeri e Ferrandino.
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L'inchiesta risale al 2010 e per la Dda «ha consentito di accertare il riciclaggio, tra Pisa e Lucca, di ingenti somme di denaro riferibili al clan Contini, provenienti dall'area centro/nord-ovest napoletana, frutto di racket estorsivo, traffici di stupefacenti ed altre attività illecite». Nel blitz della Guardia di finanza furono sequestrati a San Giuliano Terme il ristorante-pizzeria "Salustri", gestito dalla "G.B.R. Srl"; a Marina di Pisa il ristorante-pizzeria "L'imbarcadero" gestito da "Elleci"; nel centro storico di Pisa il ristorante-pizzeria "Antico Vicoletto" gestito da "Al.Ma.”; il ristorante-pizzeria "L'Arciere". Tutte le attività hanno cambiato gestione e sono estranee all'inchiesta. All'elenco si aggiunse anche Fappani, in Passeggiata, pezzo pregiato del patrimonio, che per la Dda venne acquistato con soldi sporchi grazie a prestanome. Anche in questo caso, dopo un periodo di custodia giudiziale, l'attività è ripartita con altri imprenditori.
Il primo collegio (presidente Murano, a latere Mirani e Poggi) ha rinviato l'udienza a giugno per affidare l'incarico di trascrivere le intercettazioni telefoniche. (p.b.)
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