No di Licordari e Baldini alla riforma delle spiagge
VIAREGGIO. Continua a far discutere le riforma delle spiagge, o per meglio dire la bozza di disegno di legge a cui il Governo ha dato il via venerdì scorso. Una riforma che non piace a Fabrizio...
VIAREGGIO. Continua a far discutere le riforma delle spiagge, o per meglio dire la bozza di disegno di legge a cui il Governo ha dato il via venerdì scorso. Una riforma che non piace a Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari, né all’ex senatore Massimo Baldini, dell’associazione Imprese del mare.
«Abbiamo appreso venerdì i contenuti del testo ufficiale del disegno di legge riguardante le concessioni demaniali ai fini turistico ricreativi perché approvato a sorpresa nella seduta dell’ultimo Consiglio dei Ministri - afferma Licordari - in fase consultiva labozza non ci è mai stata consegnata, nonostante le nostre richieste, per poter avviare un confronto serio. Di fatto i principi in esso contenuti ci sono stati enunciati per sommi capi nel corso degli ultimi 2 incontri svolti al Ministero per gli Affari Regionali durante i quali Assobalneari Italia Federturismo Confindustria ha sostenuto con fermezza la richiesta di una proroga di trent’anni come approvata dai Paesi iberici a tutela delle loro imprese. Consegnando al Ministro una esaustiva documentazione normativa e una nota esplicativa a supporto».
«Noi di Assobalneari Italia, e credo di non sbagliare nel dire la stragrande maggioranza degli imprenditori balneari italiani - prosegue Licordari - non esprimiamo un giudizio positivo su questo provvedimento, né ci dichiariamo fortemente preoccupati. Noi siamo indignati e totalmente insoddisfatti per il trattamento che ci viene riservato da chi ha approvato questo Disegno di Legge che, in modo inequivocabile, manda all’evidenza pubblica 30.000 piccole e medie imprese con il suo enunciato iniziale nel rispetto di norme europee non pertinenti con la nostra realtà imprenditoriale. Indignati e insoddisfatti perché coloro che dovrebbero tutelare e difendere il patrimonio economico rappresentato dal nostro comparto, che altri ci invidiano e cercano di esportare come modello per uno sviluppo turistico, hanno con questo provvedimento accettato supinamente regole imposte da chi partorisce norme senza un consenso popolare che stanno umiliando la sovranità politica legislativa di ogni Stato membro».
Anche Massimo Baldini dice no alla riforma. «Il contenuto del Ddl assesta un colpo mortale alle aziende turistiche balneari, perché stabilisce che tutta la materia deve essere regolamentata sulla base della direttiva Bolkestein. Con questa impostazione tutto il settore viene gettato in una situazione di gravissima precarietà e non ci sarà più alcuna certezza per il futuro delle aziende balneari. Il Governo ha dimostrato ancora una volta di non voler difendere il sistema turistico nazionale ed ha confermato la sua totale sudditanza ad una Europa, che punta a distruggere l'economia italiana.Di fronte a questa catastrofe, crea enorme sconcerto il fatto che alcuni sindacati, che dovrebbero tutelare gli imprenditori balneari, hanno manifestato plauso e soddisfazione per la posizione distruttiva espressa dal Governo italiano».
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