Il presidio
Marmettola nel Rio Bonazzera
L’Arpat scrive al Comune: serve un tavolo tecnico dedicato a questo problema
SERAVEZZA. Il dipartimento di Lucca dell’Arpat ha inviato una nota al Comune di Seravezza: urge la convocazione di un tavolo tecnico sul Rio Bonazzera, in relazione alla presenza di marmettola all’altezza della località la Puccia. Di sostanze bianche - residuo della lavorazione del marmo - c’è traccia con assai evidenza data la siccità anche in questi giorni. Ma l’inizio di questo caso risale al 2015, quando dopo un paio di esposti dei residenti di via Mimose (tra Querceta e Montiscendi) l’Arpat aveva effettuato prelievi dell’acqua di scarico di un’azienda lapidea di Querceta e qualche mese dopo la Procura aveva aperto un’inchiesta.
«Dai sopralluoghi – ha scritto in una lettera ai residenti interessati la responsabile del dipartimento Arpat di Lucca Maria Letizia Franchi - è stato evidenziato che sul fondo del Rio Bonazzera, per un tratto variabile a seconda della piovosità del periodo, e comunque di circa 10 metri a valle dello scarico della ditta Henraux, è presente una patina biancastra, dovuta sicuramente al deposito di materiali derivanti dalle acque dell'impianto di depurazione. Le analisi effettuate da questo Settore negli anni 2014 – 2015 sui reflui della ditta hanno evidenziato che il parametro “solidi sospesi totali” è sempre rientrato nei limiti previsti dalla tabella 3 allegato 5 del D.Lgs 152/06».
Fatto sta che il problema va avanti da due anni e le famiglie della zona spiegano che «l’accumulo di marmettola aumenta ogni giorno». Ma per Arpat la causa è la «mancanza di acqua fluente nel Rio Bonazzera per quasi tutto l'anno nel tratto dove viene effettuato lo scarico; inoltre, trattandosi di uno scarico discontinuo, potrebbe determinarsi all’inizio o alla fine del periodo di scarico un apporto maggiore di solidi sospesi tale da determinare un deposito sul fondo del Rio Bonazzera». Ma per i residenti lo scarico è tutt’altro che discontinuo. (t.b.g.)
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