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Incendio e lesioni colposi si prescrivono tra poco

Incendio e lesioni colposi si prescrivono tra poco

I familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio hanno bussato a tutte le porte istituzionali perché cambiasse qualcosa. Ma niente

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VIAREGGIO. Fa più male delle macerie, del fuoco, dei giorni lunghi in ospedale, del lutto che otto anni dopo morde ancora il cuore. Il mostro si chiama prescrizione, si chiama codice, si chiama sistema giudiziario. Quel sistema giudiziario che per lo scontro tra due treni in Puglia, con oltre venti morti, mette all’opera un pool di cinque magistrati e per il disastro ferroviario di Viareggio - con Ferrovie, azienda di Stato coinvolta, con gli imputati europei e le necessarie rogatorie, con chili di ingegneria a farla da padrone nelle ricostruzioni, non si è preoccupato neanche un minuto del fatto se i sostituti Procuratori all’epoca guidati da Aldo Cicala ce l’avrebbero fatta o sarebbe stati travolti dalle carte.

Un sistema giudiziario dentro al quale si sono viste prese di posizione ufficiali tra gli avvocati lucchesi perché il resto del processi - e questo riguarda il Tribunale, con tre magistrati impegnati da tre anni nel dibattimento di Viareggio - arrancano o sono fermi. Ma nessuno, a Roma, ha avuto neppure un moto di preoccupazione per quanto andava avvenendo in un provincia che si voleva tenere lontana, per quanto era scomoda.

Così per l’incendio colposo e le lesioni colpose tra poco scatta la prescrizione. E non vi sarà secondo grado di giudizio che potrà pronunciarsi in merito alle cicatrici che Marco Piagentini, suo figlio Leonardo, Claudia Frasca e tutti gli altri portano ancora addosso. Definire quando non è semplice. Lo determinerà la sentenza, tenendo conto delle sospensioni del dibattimento che frenano i tempi per la prescrizione e dei giorni che intercorreranno tra la sentenza ed il deposito delle motivazioni. Ma si tratta davvero di una scadenza vicinissima.

Per gli altri reati - omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario - si potrebbe andare (anche qui servono i conti precisi, codice alla mano), al dicembre 2021 per il disastro ferroviario colposo e al 2028 per l’omicidio colposo plurimo. «Considerando, però - spiega l’avvocato Andrea Bagatti - tutte le aggravanti, senza intaccarle».

Negli ultimi anni i familiari delle vittime hanno bussato a tutte le porte istituzionali, nella speranza di aver una legge che - almeno per fatti simili - in futuro garantisca il venire meno della prescrizione sui reati più gravi. Nonostante le promesse ricevute, però, al momento tutto è rimasto come era nove anni fa.

Donatella Francesconi

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