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Trascinato dall’auto dopo lo scippo del Rolex
Gli chiedono informazioni al pontile e poi lo derubano: «Addolorato, era un regalo di mio padre»
TONFANO. Un pomeriggio come tanti altri: gli amici di sempre, qualche chiacchiera da consumare a due passi dal pontile, la Tonfano semi-vuota di ogni letargo invernale. Poi all’improvviso per Roberto Orlandi, pensionato e appassionato pescatore, tutto cambia. «Mi sono ritrovato per terra, dopo essere stato trascinato da un’auto con due persone a bordo che poco prima, con una banale scusa, mi avevano sfilato l'orologio dal polso». Orlandi, alla fine, se l’è cavata con una brutta botta al volto e in particolare al naso, qualche escoriazione ed una forte contusione alle costole. «Ma tutto sommato sto abbastanza bene. Poteva andarmi peggio, più che altro mi fa male il furto del Rolex e non per il valore economico in sé, ma perché me lo aveva regalato mio padre quando mi sono laureato» sospira Orlandi. Che poi torna alle 14 di ieri pomeriggio. «Mi trovavo davanti alla pizzeria Al Pontile quando si è avvicinata questa auto, una Skoda argento metallizzata targata Venezia, con un uomo e una donna all’interno: ha parlato solo la ragazza, in un italiano stentato. Mi sono chinato, come quando ci si avvicina a chi ti chiede informazioni: si spiegava un po’ con i gesti. Voleva sapere dei negozi, del paese, poi si è incuriosita per la mia fede al dito chiedendomi subito dopo l’ora. È stato un attimo: mi ha sfilato il Rolex e sono partiti a tutta velocità. Istintivamente mi sono attaccato alla portiera della macchina cercando in qualche modo di farli frenare: al contrario hanno accelerato. Dopo qualche metro ho perso l’equilibrio finendo per terra, mentre l'auto a tutto gas, e molto pericolosamente, ha imboccato il lungomare. Pochi minuti dopo sul posto c'erano i carabinieri e il 118, che ringrazio, così come ringrazio il titolare della pizzeria: sono stato medicato e poi, anche per non spaventare mia moglie, mi sono fatto accompagnare a casa. È stata una bruttissima esperienza: non so cosa pensare e non so dove arriveremo. In questo momento provo soprattutto un grande dolore per avere perso qualcosa che appartiene alla mia sfera affettiva. Spero nelle telecamere di zona: ce ne sono 2. Magari saranno utili per individuare i responsabili». Lapidario, in un post, il commento del vicesindaco Daniele Mazzoni. «Il mio amico Roberto ha rischiato, nella dinamica del furto, di essere ucciso. Chiunque abbia informazioni, su questo modello di auto, chiami le forze dell’ordine che ringrazio, così come ringrazio 118 e titolare della pizzeria per il loro comportamento. In Italia ci si deve riappropriare della libertà con punizioni esemplari per i delinquenti abituali». (l.b.)
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