Il presidio
La memoria di un eroe in mezzo al degrado
Carla Vivoli, la moglie del capitano Motroni, chiede di spostare la targa del marito «Se per il Comune non fosse possibile, sono anche disposta a portarmela a casa»
VIAREGGIO. Un ricordo in un luogo decoroso, non chiede molto Carla Vivoli, conosciuta da tutti come la presidentessa della Croce Verde di Viareggio, ma che in questo caso parla con il cuore di una vedova che ha perso ormai trent’anni fa il marito, seppur in maniera eroica. Il marito, il capitano Maurizio Motroni, infatti morì nel 1982 a Greve in Chianti a bordo del veivolo G 222 del 98esimo gruppo della 46esima Brigata di Pisa, precipitando con l’equipaggio durante lo spegnimento di un violento incendio che era scoppiato nella zona.
Quella di Vivoli è una richiesta semplice che spera l’amministrazione comunale possa ottemperare: «La targa che ricorda mio marito nella piazza al Campo d’Aviazione è in un luogo poco dignitoso: spesso la zona è sporca, vittima dell’incuria e del degrado. A me piange il cuore ogni volta che ci penso».
Proprio durante l’anno scorso era stato ricordato per la prima volta nella piazza che porta il suo nome: con semplicità, insieme ai familiari, una rappresentanza militare della 46esima Brigata Aerea di Pisa guidata dal comandante generale Achille Cazzaniga e una delegazione dell’amministrazione comunale.
«La piazza è fuori mano e mal tenuta - dice la Vivoli - non trovo che sia giusto per la memoria di mio marito. Ricevo costantemente telefonate dagli abitanti della zona che mi raccontano del poco decoro. Di questo non incolpo l’amministrazione ma la maleducazione di alcuni cittadini».
Ed è destinata proprio al Comune la richiesta della vedova Motroni: «Se deve rimanere in un posto così degradato preferisco che la targa venga rimossa e ricollocata in un altro luogo della città. Un posto che sia più centrale, come in piazza Maria Luisa, davanti al Principe di Piemonte, dove c’è anche il monumento agli aviatori. Sicuramente avrebbe molta più visibilità, anche quando ci sono le commemorazioni. Sarebbe anche una collocazione più idonea. Dato che il Comune sta rivedendo tutti i nomi delle piazze e delle vie, potrebbe esserci spazio anche per questa richiesta ma - precisa - non chiedo che venga intitolata un’altra piazza o una strada, perché non mi interessa. Vorrei solo, se fosse possibile, che venga tolta di lì».
Ma non è l’unica opzione che propone la Vivoli: «Se proprio non c’è modo di spostarla - dice - preferisco portarmela a casa dove sarebbe giustamente onorata. Non pretendo molto».
Maurizio Motrone era uomo cresciuto fra via Verdi e la Darsena sui banchi delle Menini e del Piaggia, che a 28 anni era entrato nella 46esima Aerobrigata di Pisa e aveva volato per più di 1700 ore, prima di quel 10 luglio. Prima che quel rischio calcolato connaturato a ogni attività antincendio dal cielo prendesse il sopravvento sulla sua vita e su quella del tenente colonnello Domenico Fantoni, del maresciallo Furio Colaiacomo e del sergente maggiore Alessandro Cosimi, rimasti uccisi insieme a lui mentre a bordo del Lupo 84 cercavano di domare le fiamme che, dalle colline, avrebbero potuto minacciare l'abitato di Tavarnelle.
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