Il Tirreno

Versilia

Pronti i progetti per finanziare gli orti urbani

di Cesare Bonifazi

In Regione le proposte di Camaiore e Massarosa Alcuni terreni saranno affidati a disoccupati e migranti

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MASSAROSA. Le amministrazioni di Camaiore e Massarosa rispondono alla chiamata della Regione che prevede un finanziamento per gli orti urbani. La somma di denaro dovrebbe arrivare dal progetto “Centomila orti in Toscana” che mette sul piatto tre milioni di euro. Gli orti permetteranno di riqualificare spazi offrendo a persone di tutte le età la possibilità di sperimentare concretamente l’amore per la terra e allo stesso tempo a offrire nuovi luoghi di socialità e di formazione. Gli orti saranno gestiti da associazioni di volontariato che li affideranno ai cittadini suddividendoli i terreni in appezzamenti di dimensioni comprese tra i 32 e i 100 metri quadri. Un aspetto fondamentale del modello regionale è quello di adeguarsi alla realtà territoriale e sociale in cui l’orto viene inserito; quanto proposto dalla Regione, infatti, non è una struttura “rigida” ma piuttosto “un’idea progettuale” da adattare al caso specifico.

Qui Camaiore. Il Comune di Camaiore ha presentato un progetto per la realizzazione di 45 orti urbani nell’area del Magazzeno, il terreno di fianco alla cassa di laminazione dell’Autorità di Bacino e contiguo a via del Magazzeno. Gli appezzamenti verranno suddivisi in 28 orti urbani, 16 terapeutici e un giardino condiviso. Gli orti urbani saranno dotati di manichetta per l’irrigazione e di un ricovero in legno per gli attrezzi; quelli terapeutici, dedicati alle coltivazioni ortofrutticole per l’integrazione di persone o gruppi svantaggiati, saranno realizzati in parte con coltivazioni “fuori terra” rialzate, utilizzabili anche da soggetti con limitazioni motorie; il giardino condiviso sarà invece destinato alla coltivazione collettiva e dedicato esclusivamente alla produzione di frutta. A queste componenti si aggiunge poi un’area comune in cui inserire la dotazione di servizi (bagni, rimessa attrezzi e tettoie) per la funzionalità degli orti e favorire la partecipazione e la socializzazione dei cittadini e della associazioni che ne faranno uso. La gestione del complesso sarà affidata a un soggetto terzo, individuato in base ad apposito bando. La selezione avverrà tra associazioni non lucrative del territorio comunale. Il vincitore avrà il compito di gestire l’area e selezionare a sua volta gli ortisti attraverso un bando successivo.

Qui Massarosa. Tre sono invece le zone individuate a Massarosa: alla Ficaia, alla Brilla e a Cagliana. Il Comune di Massarosa ha elaborato un lungo progetto che è stato presentato in Regione. In totale circa 30 mila euro, 10mila per ogni spazio individuato nel territorio. Coinvolti nella stesura gli assessorati al Sociale, all’Educazione e all’Ambiente.

«Il valore aggiunto della nostra proposta - ha detto l’assessora al Sociale Simona Barsotti - è lo spazio che abbiamo dato all’inserimento lavorativo di giovani e disoccupati e di integrazione anche con i richiedenti asilo che stiamo ospitando alla Ficaia».

L’idea di partecipare al bando è perfettamente il linea con progetti sociali-ambientali che l’amministrazione Mungai sta portando avanti da tempo. Ma l’idea non è solo quella di produrre ortaggi e fiori come si fa in molte parti del comune ma anche quello di coinvolgere le associazioni di volontariato che hanno costituito la rete “Cibo donato, cibo salvato”, un programma per la distribuzione di viveri. I prodotti degli orti massarosesi, quindi, saranno in parte destinati al consumo degli agricoltori a cui verrà affidato l’appezzamento di terreno e in parte entrerà in una filiera di rivendita diretta o indiretta a cosiddetto “chilometro zero”.

Questi orti definiranno alcune aree di aggregazione sociale e di scambio culturale, oltre a recuperare aree degradate inserite nel contesto urbano. «La scelta delle persone che entreranno a far parte del progetto - conclude l’assessora Barsotti - ricadrà tra coloro che sono inseriti negli elenchi di persone socialmente più deboli: i disoccupati, i giovani che vogliono formarsi, gli anziani. E ovviamente ci sarà anche la manodopera dei migranti per l’orto urbano della Ficaia».

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