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Carnevale: il Burlamacco d’oro al medico dei migranti
La sua storia raccontata in Fuocoammare, il film di Rosi candidato agli Oscar
VIAREGGIO. Il suo nome non è conosciutissimo al grande pubblico. Ma la sua storia ha commosso milioni di persone. Specie da quando il regista Gianfranco Rosi ha girato un docufilm sulla sua vita e il piccolo, grande capolavoro che ne è nato - dal titolo Fuocoammare - ha dapprima vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino e pochi giorni fa ha ricevuto la nomination per l'Oscar 2017 come miglior documentario. Già, perché Pietro Bartolo è il medico di Lampedusa che da più di trent'anni cura gli abitanti dell'isola ma soprattutto tutti i migranti che sbarcano a frotte con i barconi della disperazione sul lembo di terra italiana più vicina all'Africa. Ebbene, quello che è stato ribattezzato "il medico dei migranti" è stato scelto dalla Fondazione Carnevale per il premio Burlamacco d'oro, riconoscimento che viene assegnato ogni anno a personaggi del mondo della cultura, della satira e dello spettacolo. Anche se, rispetto ad altri personaggi insigniti del premio, Pietro Bartolo non ha particolari legami né con Viareggio, né più in generale con il Carnevale.
Dopo aver strizzato l'occhio a personaggi del mondo del cinema o della televisione, dunque, il premio Burlamacco vira decisamente verso il mondo della solidarietà e dell'impegno sociale. Dando un segnale anche simbolico importante in un periodo in cui i valori dell'accoglienza e della fratellanza sono sempre più spesso minati alla radice da paure ed egoismi che spingono più all'innalzamento di muri e frontiere che non alla condivisione e all'integrazione.
Pietro Bartolo verrà a ritirare il premio Burlamacco sabato 18 febbraio, in occasione del terzo corso mascherato. Ma la sua non sarà una semplice "comparsata". Il medico siciliano arriverà in città già venerdì 17 febbraio e al mattino presenterà al cinema Eden il libro "Lacrime di sale" scritto a quattro mani con Linda Tilotta (edito da Mondadori) che racconta la sua esperienza di medico di frontiera e in quella circostanza incontrerà anche un folto gruppo di studenti delle scuole viareggine.
Il giorno seguente, invece, assisterà alla terza sfilata (che sarà interamente in notturna e si chiuderà con lo spettacolo dei fuochi d'artificio) ed è probabile che possa far parte anche della giuria che valuterà i carri.
Ma il premio Burlamacco d'Oro a Pietro Bartolo non sarà l'unico momento legato all'impegno previsto in occasione del Carnevale 2017. La Fondazione ha infatti deciso di abbinare ciascuna delle cinque sfilate dei carri ad una associazione che si muove nel campo del volontariato. Si comincia domenica 5 febbraio, corso mascherato d'apertura, quando Viareggio ospiterà Medici senza frontiere, la Onlus che fornisce assistenza medica d'emergenza alle popolazioni colpite da guerre, epidemie, malnutrizione o catastrofi naturali. Il secondo corso sarà dedicato invece alla Fondazione Cure 2 Children, che si occupa dei bambini con tumori e malattie del sangue. Per il terzo corso di sabato 18 febbraio l’organizzazione presceltà sarà Telethon, un vero e proprio ritorno dopo che per anni ha affiancato il proprio nome a quello del Carnevale di Viareggio.La sfilata del 26 febbraio sarà dedicata a Dynamo Camp, l’unica struttura italiana di Terapia Ricreativa che ospita minori le cui vite sono compromesse dalla malattia, per attività ludiche e sportive e un’esperienza di svago in un ambiente naturale e protetto. Infine il corso conclusivo del martedì grasso sarà dedicato all’Auser.
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