Il Tirreno

Versilia

Assolto dopo le accuse di Monciatti

di Matteo Tuccini
Assolto dopo le accuse di Monciatti

L’imprenditore era a processo per truffa e falso in seguito a lavori fatti per conto della Misericordia

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VIAREGGIO. Era finito a processo con le accuse di truffa e falso dopo la denuncia - presentata contro ignoti - dell’allora presidente della Misericordia Roberto Monciatti. Una vicenda, quella legata ai lavori per la ristrutturazione dell’istituto De Sortis al Varignano, conclusasi dopo più di cinque anni con un’assoluzione piena per il noto imprenditore viareggino Claudio Puccinelli.

La storia si sviluppa tra il 2010 e il 2011. Con i contorni di un vero e proprio giallo, sviluppatosi tra accuse e perizie calligrafiche. [[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.11363115:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/05/05/news/viareggio-monciatti-si-e-dimesso-da-presidente-della-misericordia-1.11363115]]

Tutto nasce da un progetto di rifacimento del De Sortis, a cui la Misericordia di Viareggio - proprietaria dello storico istituto per bambini in difficoltà o in cerca di una nuova famiglia - ha dato il via. L’intervento viene affidato all’impresa Habitat di Lido di Camaiore. Il cui titolare è appunto il costruttore Puccinelli.

Per i lavori viene aperto un conto all’istituto di credito Credem, dove dovrebbero transitare i circa 300.000 euro necessari per la ristrutturazione (che poi ne arriverà a costare quasi 400.000) dell’istituto. Il problema nasce quando l’Habitat va a riscuotere i soldi dalla banca con la formula della cessione di credito.

Questo meccanismo, piuttosto frequente nel settore edile, consente al costruttore di riscuotere con rapidità il denaro dalla banca, anziché dal committente. La banca, a cui appunto viene ceduto il credito, si rivolge successivamente a chi ha commissionato i lavori ed è chiamato a pagarli. In questo caso, la Misericordia.

Quando, nell’aprile 2011, la Credem si presenta alla Confraternita per le prime tranche di pagamento - una fattura di circa 58.000 euro e un’altra di 113.000, emesse dall'azienda Habitat proprio in base alla formula della cessione di credito - si sente rispondere da via Cavallotti che non era stata autorizzata alcuna procedura di questo genere. E quando a Monciatti vengono mostrati i documenti con timbri e firme di esponenti della Misericordia, che erano stati presentati dall’Habitat a supporto della richiesta di riscossione, scatta la denuncia contro ignoti. La Misericordia, infatti, disconosce quei timbri e quelle firme. Ritenendoli non autentici.

La Procura, perciò, avvia un’inchiesta. Al termine della quale chiede e ottiene il rinvio a giudizio di Puccinelli, accusato di truffa e falso. Lo stesso imprenditore, nel frattempo - secondo quanto afferma il suo avvocato difensore Gabriele Parrini - ha riscosso solo una parte (60.000 euro) dell’importo previsto. Fatto sta che, alla fine di un procedimento penale durato circa due anni, Puccinelli è stato assolto con formula piena dal giudice del tribunale di Lucca Matteo Marini.

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