Il Tirreno

Versilia

RICOSTRUIRE L’IDENTITÁ CITTADINA PARTENDO DALLA MEMORIA COMUNE

DI ANTONELLA SERAFINI
RICOSTRUIRE L’IDENTITÁ CITTADINA PARTENDO DALLA MEMORIA COMUNE

DI ANTONELLA SERAFINI Scoprire all'improvviso che Viareggio ha ben sessanta siti senza nome, che è pronta una lunga lista in grado di emendare, fra rondò e canti, imperdonabili omissioni che vanno da...

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DI ANTONELLA SERAFINI

Scoprire all'improvviso che Viareggio ha ben sessanta siti senza nome, che è pronta una lunga lista in grado di emendare, fra rondò e canti, imperdonabili omissioni che vanno da Monicelli alla Zorria un po' sorprende. Sul problema, in effetti, ci si è dormito ma il risveglio è stato repentino. Prima ancora di scorrere l'elenco dei nomi qualche domanda: come mai questi siti vanno titolati tutti e subito? E come mai, nonostante i siti siano sessanta si sono aggiunti anche i “canti”? Chi, se ce ne sono, ha stabilito i criteri di scelta?

Qualche osservazione sulla lista, poi, dove salta subito all'occhio l'omaggio al cinema: dopo avere "ammazzato" Europa Cinema e trasformato l'Eolo in un negozio, titolare dei parcheggi ad attori e registi deve essere apparso un doveroso risarcimento, così ccome una pista ciclabile a Salomea Krusheniski un simpatico paradosso. Per i tanti uomini di Chiesa invece la ragione è evidente: abbiano bisogno di ingraziarci il Divino per uscire dai guai.

Poi qualcuno deve aver detto che forse anche fra i nativi c'era gente degna di essere mentovata e i primi a emergere dall'oblio sono stati loro: i Vageri!... Però una rotonda o una stradina deve essere apparso troppo, e allora è riemerso dal fondo della storia l'idea del "Canto". Infine, il "dovere politico" e dunque, dopo avere misurato con il bilancino i metri delle strade, il Cencelli toponomastico si anima di nomi certamente fuori discussione ma proprio per questo incomprensibili perché lontani o tardivi.

E allora, perché non ricominciare, e ricominciare da noi? Perché l'identità smarrita della città non può essere ricostruita magari partendo proprio da una ricognizione sulla memoria comune? Dalla quale certamente riemergeranno di nuovo senz'altro Monicelli o Scola, ma dopo aver recuperato al diritto alla celebrazione chi, per esempio, questa città l'ha resa bella e per questo scelta da Monicelli e Scola. Mi riferisco ad esempio all'ingegnere architetto Raffaello Brizzi e a Galileo Chini. Brizzi progettista, fra l'altro, dell'idea di Passeggiata come oggi ancora la vediamo; Chini, assai più noto, ispiratore di alcuni di quegli edifici e soprattutto grande decoratore. Perché questi due nomi sono assenti dall'elenco? Come lo sono quelli di pittori quali Mario Marcucci o Primo Conti che questa città hanno amato e rappresentato. Ma soprattutto perché è assente Francesco Bergamini a cui si deve l'archivio della nostra Storia? E qui mi fermo.

Vorrei tuttavia dare un suggerimento ai rappresentati della Destra che hanno mostrato segni di insofferenza. Anche voi non cercate lontano, ci sarebbe un concittadino: quello che ha condotto la città al contratto di acquisto sia degli arenili sia della pineta di Levante; che contribuì a scrivere la legge nazionale sul turismo del 1926 e fece includere Viareggio far le Stazioni di Cura con conseguente disponibilità di ingenti fondi da spendere per i suoi abbellimenti; inoltre ha anche firmato progetti di edifici della Passeggiata e, insieme a Belluomini, la Terrazza della Repubblica. Ed, infine, è stato fra gli estensori del Piano regolatore della ricostruzione del 1954. Forse riuscite a far passare in secondo piano che è stato anche il primo Podestà. Ed un Largo Luigi Leonzi riuscite a strapparlo!

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