Il presidio
Nomine nelle partecipate, Camaiore chiede trasparenza
CAMAIORE. Il consiglio comunale di Camaiore ha approvato nella seduta di lunedì l’ordine del giorno sulla “Trasparenza delle nomine nelle partecipate”. Il documento è stato sottoscritto e votato da...
CAMAIORE. Il consiglio comunale di Camaiore ha approvato nella seduta di lunedì l’ordine del giorno sulla “Trasparenza delle nomine nelle partecipate”. Il documento è stato sottoscritto e votato da tutti i presenti ad eccezione del consigliere Pier Francesco Pardini che si è astenuto sugli emendamenti e che ha votato contro l’ordine del giorno.
Il consiglio comunale ha chiesto di verificare il rispetto della delibera sulla trasparenza nelle nomine nelle partecipate «assumendo ogni eventuale conseguente iniziativa presso le autorità garanti la trasparenza e l’Anticorruzione», e a riferire ogni informazione utile, nelle forme consentite dalla legge, a esercitare le funzioni di controllo e di indirizzo politico - amministrativo
Il sindaco Alessandro Del Dotto ha chiarito i margini di questo ordine del giorno nell’intervento che ha chiuso il dibattito: «Quando facciamo nomine nelle nostre partecipate chiediamo se ci sono situazioni particolari che possono minare la loro serenità e quella delle aziende nell’esercizio delle funzioni. Non è una moda forcaiola, non crocifiggiamo in piazza le persone solo per un’ombra nel casellario giudiziario perché ci sono i tribunali per questo. Alessio Ciacci ci ha subito detto di essere sotto processo per un incidente stradale occorso a un dipendente di un’azienda del sud, nel breve periodo in cui è stato commissario, anche se siamo solo alla prima udienza, peraltro svoltasi pochi giorni fa».
E poi ha aggiunto: «Il valore che vogliamo preservare è la trasparenza. Viareggio è liberissima di nominare chi vuole nelle sue partecipate, ma quando entra in contatto con il Comune di Camaiore deve rispettare il nostro modus operandi: nel settembre 2012 quest’aula ha votato una delibera in cui spieghiamo come intendiamo conferire gli incarichi. A volte si fanno errori o addirittura ci si trova a processo in maniera strumentale però non si può negare la trasparenza, è un valore non derogabile. Non si può derogare né sul piano dei carichi pendenti, né sulle condanne, né sulle pendenze tributarie piccole o grosse che siano. La gente deve sapere chi gestisce i soldi di una comunità: poi le persone si possono anche difendere se si tratta di ingiustizie. È una questione di principio e quando ci sentiamo dire “Io non devo rendere conto a voi”, noi ci opponiamo. E non si possono ricondurre solo a beghe politiche: ognuno è libero di stringere alleanze con chi vuole, l’avvocato Miracolo (presidente di Sea, ndr) sarà sicuramente un ottimo alleato per l’ex sindaco Bertola, ma non è un’arena in cui io mi butto, a me interessa garantire alla città la trasparenza che gli abbiamo promesso in quest’aula».
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