Il Tirreno

Versilia

Strage di Viareggio, Fs: trattare le merci come i passeggeri

di Donatella Francesconi
Strage di Viareggio, Fs: trattare le merci come i passeggeri

Otto anni dopo il disastro ferroviario, la società di Ferrovie, Mercitalia pone tra i propri obiettivi la tracciabilità
dei convogli

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Trattare le merci che Fs porta in giro sui binari d’Italia «come fossero viaggiatori» è l’obiettivo che Marco Gosso, amministratore delegato di Mercitalia Logistica (Gruppo Fsi) espone intervistato dal quotidiano economico “Il Sole 24 ore”. Il conto alla rovescia per la sentenza del processo al disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, 32 morti, è iniziato: il 31 gennaio sarà l’ultima udienza ed il verdetto è atteso da un’intera città. Se i passeggeri vengono trattati male - è il senso delle dichiarazioni del manager - si lamentano, e se accade altrettanto per le merci, le stesse finiscono sui camion. O nelle case delle persone, e le uccidono. Come accaduto a Viareggio quella maledetta notte. Quando è deragliato un treno carico di Gpl.

Per raggiungere l’obiettivo, tra gli strumenti elencati oggi, c’è anche «la tracciabilità», tra i temi centrali del processo al disastro ferroviario, tra i primi provvedimenti presi subito dopo la strage dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, all’epoca diretta da Alberto Chiovelli.

Quando i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino chiedono in udienza al testimone Riccardo Zallocco (consulente della Procura di Lucca nell’inchiesta sul disastro ferroviario): «Il flusso di informazioni Fs Logistica-Gatx e viceversa, che risultati ha dato?». La risposta fa a pugni con le dichiarazioni che oggi si vanno leggendo sul futuro del trasporto merci in casa Fs: «Non risulta che le informazioni sulla rintracciabilità della percorrenza dei carri e sui dati di esercizio siano mai state comunicate e nemmeno che siano state richieste».

Sono dodici gli anni di reclusione che i pm hanno richiesto per Gilberto Galloni, ex amministratore delegato di FS Logistica, e 9 per i dirigenti di Trenitalia Cargo Salvatore Andronico e Mario Castaldo. E 16 per Mauro Moretti, amministratore delegato della holding Fs nel 2009. Per tutti gli imputati le accuse sono disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali.

Molto si “giocherà” - nell’esito della vicenda - sull’entità delle pene che il Tribunale di Lucca vorrà confermare, ridurre od ignorare. Consapevoli che alla sbarra c’è un pezzo di Stato e non c’era bisogno - per averlo ben chiaro - dell’uscita del ministro dei trasporti Graziano Del Rio in merito alla richiesta «sproporzionata» per Mauro Moretti. Ma c’è un nesso tra quanto si apprende oggi in materia di futuro del trasporto merci su rotaia e le richieste di condanna risuonate in aula, ben dettagliate. Ed è quell’articolo 133 del Codice penale il quale stabilisce che il giudice deve tenere conto della gravità del reato. Gravità desunta dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall’oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra modalità dell’azione; dalla gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato; dalla intensità del dolo o dal grado della colpa; dalla condotta contemporanea o susseguente al reato. Dalla rivelazione - viene da aggiungere - che delle merci lungo i binari bisogna avere la stessa cura riservata ai passeggeri. Quasi otto anni dopo la strage.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web