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Biciclette pubbliche: sono fuori uso le catene ed i freni

Biciclette pubbliche: sono fuori uso le catene ed i freni

VIAREGGIO. «Si ribadisce il bisogno di apportare interventi di manutenzione dei mezzi a disposizione per il servizio di bike sharing» rileva il Comune nel fare il punto sul rispetto del contratto da...

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VIAREGGIO. «Si ribadisce il bisogno di apportare interventi di manutenzione dei mezzi a disposizione per il servizio di bike sharing» rileva il Comune nel fare il punto sul rispetto del contratto da parte della società della sosta Mover, della quale il Comune è socio insieme alla Impresa Del Pistoia. Il servizio di gestione delle 96 due ruote arancioni che sono arrivate al Viareggio con il Piano della sosta 2008 che ha avuto vita breve, nonostante i presupposti più che validi, dal 30 giugno dello scorso anno è stato totalmente preso incarico dalla Mover. La quale, in precedenza, si occupava della sola manutenzione dei mezzi. Tra gli intenti di Mover, come da Documento di programmazione triennale approvato con delibera di Giunta dall’amministrazione Del Ghingaro (delibera 35 del 6 agosto), c’è anche la promozione del servizio di bike sharing. Ma lo stato delle biciclette pubbliche risulta - basta fare un giro per i diversi punti di parcheggio delle due ruote in città - davvero pessimo. Molti dei mezzi hanno la catena fuori uso, e lo si vede ad occhio nudo, posteggio dopo posteggio. Soprattutto quello di piazza Dante, alla stazione, che propone bici che anche chi ha una seconda casa in città può utilizzare se a suo tempo ha preso la chiavetta in Municipio.

Lo stato dei freni si tocca con mano: in alcuni casi, stringendoli, non si muovono neppure i cavi. Ammesso che i freni siano presenti perché in qualche caso sono del tutto mancanti. La ruggine è un po’ ovunque, dai campanelli ai telai ed i sellini in qualche caso non sono fissati come dovrebbero. E a più di una bicicletta mancano i catarifrangenti sulle ruote. Insomma, davvero difficile pensare che qualcuno possa pensare di utilizzare le biciclette senza incappare in qualche disavventura per lo stati di conservazione delle stesse.

Mover - si legge nel Documento di programmazione approvato dall’amministrazione comunale destina 4.000 euro all’anno «per riparazioni e acquisto pezzi ricambio». Mille euro, invece, è la spesa «per il personale adibito al controllo ed alla pulizia delle bici ed al trasporto delle stesse dalle rastrelliere all'officina e viceversa». A queste cifre si aggiungono 1.500 euro «per il consumo ed usura del mezzo utilizzato dal personale interno» che si occupa delle due ruote arancioni. Il totale fa 6.500 euro l’anno per garantire ai possessori delle chiavette di utilizzare le biciclette pubbliche.

Nel contratto che Mover ha con il Comune, una parte fondamentale ha tutto ciò che riguarda la mobilità ciclabile, a partire dai tracciati per le due ruote, e comprensiva della «realizzazione e gestione dell’ufficio front office per il cittadino ciclista», e della «progettazione e realizzazione di campagne di sensibilizzazione sull’uso della bicicletta». Mover deve assicurare anche il «servizio di rimozione bici», ma su questo il Comune sottolinea come tale attività sia stata garantita solo a partire dal 2014 (il contratto risale invece al 2012).

Mover - va ricordato - è anche custode dei beni che il Comune le ha affidato, piste ciclabili comprese. Al primo raggio di sole un “tour” complessivo per rendersi conto personalmente dello stato in cui si trovano è consigliabile. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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