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Davini: vorrei che il Parco mettesse d’accordo tutti

Davini: vorrei che il Parco mettesse d’accordo tutti

L’ex sindaco di Minucciano in pole position per la presidenza «Bisogna trovare un equilibrio tra ambiente e impresa»

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SERAVEZZA. «Mi piacerebbe riuscire a partorire un ente che non sia tutti i giorni bersaglio di ambientalisti o imprenditori e trovare un equilibrio per soddisfare le esigenze di tutti». Insomma, una “mission impossible” quella di Domenico Davini. L’ex sindaco (per quattro mandati) del Comune di Minucciano, architetto libero professionista, e politico di area Pd, venerdì a gran voce da tutti i comuni della Lucchesia è stato designato come candidato favorito alla presidenza del Parco. Con 48mila quote, Lucca ha surclassato l’area di Massa Carrara e Lunigiana - eccetto il comune di Massa e Gallicano - che ha sostenuto il presidente uscente Alberto Putamorsi (22 mila quote). Davini, se sarà scelto dal governatore Rossi, ha grosse aspettative sul governo dell’area naturale protetta della Apuane.

Si aspettava che venisse fatto il suo nome?

«In realtà è arrivato abbastanza all’improvviso: sono stato avvertito solo il giorno prima; mi hanno chiesto se eventualmente fossi stato disponibile».

Se Enrico Rossi dovesse sceglierla, che indirizzo darebbe al Parco rispetto a Putamorsi?

«Gli indirizzi li concorderemmo con il nuovo consiglio direttivo. Non sono la persona che chiedevano gli ambientalisti, che da sempre (giustamente dal loro punto di vista) vorrebbero fosse dato un taglio ambientale al Parco. Ma si dimenticano che questo è un Parco sui generis: c’è un’attività che male si riesce a conciliare con le politiche ambientali più strette. Tuttavia cercherò di trovare un punto di equilibrio».

Potrebbe essere il piano delle attività estrattive lo strumento giusto?

«Speriamo che nel prossimo mandato si riesca a portare finalmente a casa questa pianificazione infinita e che abbia delle regole vere all’interno delle quali tutti si devono attenere: cavatori e ambientalisti».

Putamorsi è stato contestato per essere troppo vicino idealmente agli imprenditori del marmo. Lei si sente più amico degli ambientalisti all’ambiente rispetto a lui?

«A questo non saprei rispondere. Senza dubbio so che non si possono lasciare le persone senza lavoro e mandarle a casa senza un’alternativa occupazionale. Tra l’altro a suo tempo lo votai e sembrava una persona degna di rappresentare il Parco delle Apuane. E capisco che non andasse bene al mondo ambientalista, ma sicuramente neppure io andrò bene».

È vero che lei è stato uno dei fautori durante il suo mandato da sindaco della realizzazione della Mi.Gra Srl, società che si occupa del recupero degli scarti della lavorazione del marmo per produrre granulati e carbonato di calcio?

«La mia amministrazione, quando ero sindaco, ha inventato e costruito quell’azienda. Si tratta di una società a maggioranza pubblica del comune di Minucciano e fa un lavoro che secondo me si confà con le politiche ambientali. Non escaviamo nelle cave per alimentare la produzione ma recuperiamo gli scarti dai ravaneti e facciamo un servizio alle cave aperte, che non scaricano più a ravaneto».

Sarà Enrico Rossi a dire l’ultima sulla presidenza del Parco, e lei ha una maggioranza di quote schiaccianti. Ma è vero che qualche anno fa non usò parole morbide nei suoi confronti?

«Verissimo, ma non perché abbia antipatia per Rossi, ma perché in quella fase era stato partorito un Pit sbagliato».

Tiziano Baldi Galleni

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