Il presidio
Fallimento della Patrimonio: il Comune cerca un paracadute
Non è tramontata l’idea del sindaco Giorgio Del Ghingaro di ricorrere ad un concordato fallimentare La partita è quella di provare a salvare i beni di proprietà della società interamente pubblica
VIAREGGIO. Non è una procedura semplice, i passaggi sono tanti e devono ottenere il via libera dal Tribunale fallimentare, dal curatore e dai creditori, ma l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro sembra - secondo indiscrezioni - non aver rinunciato a lavorare all’ipotesi di concordato fallimentare per chiudere la vicenda della Viareggio Patrimonio. La società interamente pubblica è stata dichiarata fallita a settembre 2015, dal Tribunale di Lucca. Sentenza confermata dalla Corte d’Appello di Firenze che si è pronunciata sul ricorso presentato da alcuni creditori, banche comprese. Curatore fallimentare è stato nominato Donato Bellomo, commercialista lucchese di grande professionalità ed altrettanto equilibrio. Che non si è limitato alla gestione di procedure e cifre, ma si è preso a cuore il funzionamento della piscina comunale e non il abbandono - almeno per l’estate - dello stabilimento balenare annesso al Centro Congressi.
In questi giorni si apprende, appunto, che l’amministrazione comunale sta valutando la strada del concordato fallimentare. Con un’attenzione particolare ai beni del fallimento della Patrimonio: dalla piscina, al Centro sportivo Marco Polo, allo stesso Centro Congressi, uno sei simboli della città, passando per le abitazioni dell’emergenza abitativa che sono di proprietà della società fallita.
Tra le caratteristiche del concordato fallimentare, che è strumento per chiudere un fallimento, anche quella di dividere i creditori in classi o trattamenti differenziati fra creditori appartenenti a classi diverse, con le dovute motivazioni che devono essere specificate.
La proposta - ed è questo il passaggio che potrebbe essere il più interessante per sciogliere il rebus sul destino dei beni - può optare per la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti «attraverso qualsiasi forma». Anche uno scambio di beni.
La procedura di concordato fallimentare - e qui ne è possibile solo una estrema sintesi - prevede anche la figura dell’ “assuntore”, il cui ruolo è quello di prendere su di se’ tutti i debiti, ma può anche limitare il proprio impegno nei confronti dello stesso fallimento relativamente ai soli creditori ammessi al passivo.
Passaggi che, è chiaro, richiedono un grande accordo nella gestione dell’operazione tra tutti i soggetti coinvolti e - trattandosi di beni pubblici - anche una strategia a lungo termine. Considerando che, comunque, l’amministrazione si è impegnata a contribuire al pagamento della massa passiva del dissesto anche con otto milioni di beni pubblici da mettere in vendita. Elenco al quale il commissario prefettizio Fabrizio Stelo aveva iniziato a lavorare.
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