Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

L’economia con gli occhi a mandorla

di Simone Pierotti
L’economia con gli occhi a mandorla

Roberto Vannucci e il dominio finanziario orientale in «Chinatown Strett»

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VIAREGGIO. Leggi Chinatown Street e pensi che Roberto Vannucci abbia voluto dedicare un intero carro a quei quartieri che, a Prato come nelle grandi metropoli dell'Australia, del Canada e degli Stati Uniti, raccolgono le comunità cinesi. Niente di più sbagliato: il titolo prefigura il passaggio da Wall Street, sede della borsa valori di New York, in Chinatown Street. Come a dire: il centro dell'economia mondiale non è più l'America bensì la Cina. La sua crescita impetuosa è un fatto ormai acclarato e coinvolge l'industria, l'arte, la tecnologia e perfino lo sport.

Il soggetto. Per toccare con mano quest'ascesa economica guardate le squadre di calcio cinesi: hanno messo sotto contratto, e continuano a farlo, giocatori europei e sudamericani con stipendi faraonici. In alternativa, date uno sguardo a chi è in mano il debito pubblico degli Usa: scoprirete che tra i primi creditori, con ben 1.120 miliardi di T-Bond nel proprio portafogli, c'è proprio Pechino. «È un carro decisamente attuale», taglia corto Vannucci, evidentemente ringalluzzito dalle cronache delle ultime settimane. «La Cina è stata la prima economia mondiale grazie alla via della seta fino agli ultimi anni dell'Ottocento, quando all'improvviso è stata eclissata dagli Stati Uniti. Adesso, però, stiamo tornando a quelle vecchie gerarchie: i cinesi investono ovunque e stanno diventando i nuovi padroni del mondo. Quando ho visto un servizio al telegiornale sul debito pubblico americano sono rimasto senza parole: è stata la scintilla che mi ha portato a ideare questa costruzione. E la forza spaventosa della Cina è stata costruita, purtroppo, distruggendo le economie degli altri Paesi».

Il carro. Dopo anni di "sperimentazioni", come le definisce lui stesso, Vannucci torna a scelte artistiche più tradizionali: lo si vede nel mascherone centrale del bisonte col copricapo a stelle e strisce, realizzato "interamente in cartapesta" con vecchie tecniche care al costruttore. E poi c'è il ricorso a una simbologia semplice e di facile lettura. L'animale si ritrova intrappolato fra due dragoni - nel bozzetto erano in realtà i leoni di Pechino, ma Vannucci ha chiesto e ottenuto dall'apposita commissione esaminatrice una modifica al progetto originario - mentre sulla parte posteriore del carro svetta una pagoda cinese con il simbolo dello yuan, la valuta cinese, a sovrastare le falde del tetto. Il bisonte inarcherà la schiena come se volesse scalciare, ma anche la testa e le zampe anteriori saranno caratterizzate dalla varietà di movimenti. Per scandire il passaggio della costruzione tra la folla dei viali a mare sono state scelte musiche orientali e americane, tutte dal ritmo incalzante e che si prestano ad essere ballate.

Ancora una volta non ci sarà un unico costume a rendere riconoscibili le oltre 500 maschere, che da parecchie settimane si stanno esercitando sulle coreografie: quelle a bordo indosseranno le divise da soldati cinesi, quasi a formare un'armata inarrestabile, mentre a terra alcune soldatesse circonderanno un gruppo di figuranti vestiti da Zio Sam.

Anche Vannucci stesso si maschererà e truccherà come tutti gli altri: nei panni di stregone si divertirà a muovere alcune parti del bisonte. Più che a Viareggio, sembrerà di essere davvero finiti in una sconfinata Chinatown.

(6 - continua)

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