Il Tirreno

Versilia

cinque anni fa la morte del compositore

Gianna Bigazzi: il mio Giancarlo vittima della meningite

Gianna Bigazzi: il mio Giancarlo vittima della meningite

LIDO DI CAMAIORE. «Ai giovani, ma anche ai meno giovani, mi permetto di dare un consiglio: vaccinatevi contro la meningite. L’odissea fisica di mio marito Giancarlo cominciò proprio a causa di una...

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LIDO DI CAMAIORE. «Ai giovani, ma anche ai meno giovani, mi permetto di dare un consiglio: vaccinatevi contro la meningite. L’odissea fisica di mio marito Giancarlo cominciò proprio a causa di una meningite. E la sua vita, in seguito, fu solo sofferenza. La sua e la nostra vita».

Cinque anni fa, era il 19 gennaio del 2012, moriva all'ospedale Versilia Giancarlo Bigazzi, produttore discografico, compositore e paroliere fra i più grandi del panorama musicale italiano. Un lustro dopo, la moglie Gianna lo ricorda prendendo a riferimento l’attualità. «Leggo di nuovi casi di meningite, con la Toscana che ha un primato triste e preoccupante al riguardo e il mio pensiero non può che andare a Giancarlo, a quel giorno di giugno quando tornò stremato e senza forze da Lugano, dove si era fermato per collaborare con Mina. Ci raggiunse in Maremma, a Punta Ala, dove abbiamo una casa: si lamentava di questo forte mal di testa: mangiò qualcosa e andò a letto: il mattino dopo lo ritrovai in condizioni disperate - racconta Gianna Bigazzi - fu ricoverato a Grosseto, ma ci vollero 48 ore per arrivare a una diagnosi. Nell'estate 2003, quando successe tutto, cure e analisi non erano certo quelle di oggi. E 48 ore furono troppe per il suo fisico: gli fu diagnosticato un meningococco di tipo C, se ben ricordo e un’encefalite: grazie al professor Toti riuscì a sopravvivere, a restare lucido, ma un successivo ictus rese tutto ancora più problematico. Mio marito subì infatti un’importante lesione al braccio sinistro. Aveva 63 anni: i 9 successivi furono un tormento. Un decadimento fisico progressivo. Alla fine decidemmo di venire a vivere in Versilia, nella nostra abitazione di Lido di Camaiore. E nella sua Versilia è morto, 5 anni fa. Tutto questo io lo racconto proprio perché oggi, grazie al vaccino, si possono evitare o quanto meno attenuare i gravi rischi legati alla meningite. Una volta non era così. E se penso a quello che ha passato Giancarlo, al suo dolore e all'odio che aveva cominciato a provare per il suo amico di sempre il pianoforte, ecco io non riesco a restare in silenzio. Giancarlo era un gigante, nella vita e nel lavoro e ancora oggi la testimonianza che arriva da chi ha lavorato con lui, dai grandi della musica italiana, ma anche da chi l'ha solo conosciuto, lo rendono sempre un riferimento. E del resto le sue canzoni sono lì, in ogni dove, a testimoniarlo. Ma la sua sofferenza non la potrò mai dimenticarla. Ecco perché oggi vi dico: vaccinatevi».

Luca Basile

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