Italia
Da Massa al Versilia per salvare la vita di un paziente
VIAREGGIO. «Un esempio di lavoro di equipe tra professionisti di diversi ospedali ha permesso di eseguire un intervento salvavita e mini invasivo su un paziente dell’ospedale Versilia». Chi parla...
VIAREGGIO. «Un esempio di lavoro di equipe tra professionisti di diversi ospedali ha permesso di eseguire un intervento salvavita e mini invasivo su un paziente dell’ospedale Versilia».
Chi parla con entusiasmo della collaborazione tra Viareggio e Massa è Claudio Vignali, primario di radiologia dell’ospedale di Lido. Professionista che ha messo in evidenza il valore aggiunto di lavorare in un’azienda di grandi dimensioni.
I fatti. Un paziente del Versilia, ricoverato in rianimazione in gravi condizioni, «affetto da pancreatite acuta con una voluminosa cisti pancreatica che necessitava di un doppio drenaggio percutaneo ecoguidato urgente, possibile solo a Massa dove è presente una radiologia interventistica», spiega l’Asl, è stato trattato senza doversi spostare.
È stato il dottor Alessio Auci di Massa a raggiungere il nosocomio versiliese.
Dalla valutazione multidisciplinare al letto del paziente, tra il rianimatore, il primario Stefano Buzzigoli, il chirurgo Geri Fratini, l’endoscopista interventista Giovanni Ceccarelli e il radiologo interventista, lo stesso Claudio Vignali, è emersa la necessità di praticare il drenaggio percutaneo.
A quel punto è stato chiamato il dottor Auci che, con l’autorizzazione del dottor Tito Torri, si è reso disponibile a recarsi al Versilia per eseguire la procedura aiutato dal professor Vignali.
Si è trattato di una procedura sostanzialmente breve che si è svolta in quattro ore, efficace e, soprattutto, mininvasiva: di fatto, una procedura salva-vita, vera alternativa a soluzioni più impegnative per il paziente stesso.
«Questo intervento rappresenta - afferma Vignali - una modalità di vero lavoro in equipe e di utilizzo efficiente delle risorse (professionali e strumentali) a disposizione dell’Asl, in un’ottica di collaborazione che prescinde da particolarismi locali. Nel ringraziare tutti i professionisti, medici ed infermieri, che si sono adoperati per renderla possibile, mi auguro che si ricorra sempre più ad un lavoro di equipe in modo da consentire l'utilizzo sempre più ampio di tutte le apparecchiature presenti nei vari ospedali, per offrire ai pazienti le migliori opportunità diagnostico-terapeutiche che le elevate competenze professionali presenti nell’Asl Toscana nord ovest, già adesso possono garantire».
Una storia di buona sanità, dunque, che dimostra la capacità di raggiungere risultati eccellenti grazie al lavoro di squadra dei medici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
