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Balneari: prezzi troppo alti per i parcheggi dei bagni
Chiedono al sindaco di parlare con l’Agenzia delle Entrate per abbassarli «A queste condizioni nessuno di noi parteciperebbe all’asta del Comune»
MARINA. Alla fine i balneari hanno deciso...di non decidere. E così per l'acquisto dei parcheggi degli stabilimenti messi all’asta dall’amministrazione comunale se ne riparlerà dopo che il sindaco Massimo Mallegni, come da richiesta degli stessi concessionari, avrà parlato con l'Agenzia delle Entrate per rivedere al ribasso il prezzo di 290 euro a mq. «Abbiamo chiesto a Mallegni, invitato all'incontro insieme al vicesindaco Daniele Mazzoni e all'assessore Cinzia Crivelli, di confrontarsi con l'Agenzia: quella stima è fuori mercato e a quel prezzo nessuno, o quasi, di noi concessionari parteciperà all'asta - fa sapere il presidente del Consorzio di Marina Francesco Verona al termine dell’affollata assemblea di categoria convocata ieri pomeriggio presso la sede del Club Velico - vorrei ricordare che stiamo parlando di parcheggi con una servitù di passo: il prezzo di vendita appropriato? Non più di 120 euro a metro quadrato».
Dallo stesso sindaco pieno appoggio alla categoria: «A chi mi accusa di fare gli interessi degli imprenditori io rispondo che è vero perché, solo attraverso le imprese, si può creare occupazione, sviluppo e combattere il lavoro nero» scrive in una nota il sindaco che aggiunge: «I balneari rappresentano nel nostro paese oltre un milione di persone, che investono da sempre nel loro lavoro, migliorando le strutture o e costituiscono una parte importante del Pil. La vendita dei parcheggi degli stabilimenti è un modo per mettere il Comune in condizione di incassare e gli imprenditori del settore turistico di avere finalmente una proprietà, con la garanzia della fruibilità pubblica per la comunità. Detto questo la stima fatta dall'Agenzia delle Entrate è troppo alta, fuori mercato, l'obiettivo è quello di arrivare a definire il giusto prezzo. Per il futuro punto poi alla liberalizzazione delle attività. Toglieremo dal regolamento comunale il vincolo legato alla balneazione per consentire agli imprenditori di aprire ristoranti e centri benessere che possano lavorare tutto l'anno. È anacronistico mettere in atto misure proibizioniste che puntano a salvaguardare un non precisato obiettivo».
Da Nicola Conti, Pd, arriva nel frattempo una domanda a sindaco&co. «Non è che pensano di vendere una striscia più piccola per magari allargare una ciclopista che comunque già esiste, facendo credere alla collettività che hanno una visione strategica, quando invece potrebbe essere solo una mossa per distrarre l'attenzione e vendere ai balneari, secondo le loro convinzioni, un appezzamento minore con un prezzo inferiore? A breve, comunque interverremo, su questa storia, con non poche sorprese».
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