Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
carnevale: i carri in anteprima

Quell’Orsa maggiore di Carlo Lombardi che difende il Polo Nord

di Simone Pierotti
Lo sguardo dell'Orsa protagonista del carro di Carlo Lombardi (foto Ciurca/Paglianti)
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Lo sguardo dell'Orsa protagonista del carro di Carlo Lombardi (foto Ciurca/Paglianti)

Il costruttore viareggino si affida ad un "carrista ambientalista" per l'edizione 2017 del Carnevale di Viareggio

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VIAREGGIO. Lo si può definire in qualche modo un "carrista ambientalista". Tra gli artisti della Cittadella del Carnevale, Carlo Lombardi è tra coloro che hanno particolarmente a cuore le sorti del nostro ecosistema: dopo la denuncia dell'inquinamento dei mari con "La mattanza" alcuni anni fa, ecco il grido d'allarme sul surriscaldamento del pianeta e lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nel Polo Nord. Un monito all'umanità lanciato attraverso la costruzione Orsa maggiore.

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Il soggetto. «Quando progetti un carro devi sempre pensare a chi vuoi indirizzarlo, non al giudizio dei giurati», esordisce Lombardi. «Il pubblico del Carnevale è nazional-popolare e allora devi accontentare i gusti di tutti, dai bambini agli anziani. E sì, anche degli ecologisti».

La sua ultima fatica trae ispirazione dalla campagna "Save the Arctic" di Greenpeace e rappresenta «un problema creato dall'uomo: le trivellazioni, il buco dell'ozono, l'effetto serra...». Lo stesso uomo che si rende protagonista di comportamenti incoerenti, se non addirittura ipocriti: «Dopo aver raso al suolo un'intera foresta in Amazzonia lascia dei semi per far crescere nuove piante che, però, germoglieranno tra chissà quanti anni. Sul carro due enormi ventilatori, e le bandiere di Stati Uniti e Russia, sovrastano un ghiacciaio in liquefazione. Come dire: sì, il Polo Nord si scioglie ma noi lo rinfreschiamo... E Obama e Putin hanno le loro responsabilità».

L'auspicio del costruttore è «riuscire a trovare una soluzione al più presto». Anche perché, con la scomparsa dei ghiacciai in Artide e Antartide e il conseguente innalzamento del livello delle acque - entro i prossimi cento anni potrebbe crescere tra i 18 e i 59 centimetri - molti territori affacciati su mari e oceani rischiano di finire sommersi dalle onde.

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Il carro. Chiariamoci subito: il mammifero che occupa buona parte della costruzione, e che ai corsi mascherati farà capolino da un gigantesco pack, è un'orsa polare e non il suo corrispondente maschile. Il perché è presto detto. «Se in futuro le calotte polari si sciogliessero per davvero a contemplare i danni dell'uomo rimarrebbe soltanto la costellazione dell'Orsa Maggiore, la stessa che dà il titolo alla costruzione».

Oltretutto, l'asterismo formato dalle sue sette stelle più luminose prende il nome di Grande Carro... E poi «l'orsa ha uno spiccato senso della territorialità: diventa aggressiva pur di difendere a tutti i costi il suo habitat naturale e i suoi cuccioli da qualunque minaccia».

Quella del grande mammifero è stata una sfida stimolante per Lombardi: «Ho utilizzato il peluche per ricoprire il corpo dell'orsa e ottenere un effetto più realistico: è la prima volta che lo faccio. Ma la parte più difficile è stata nascondere l'animale dietro il ghiacciaio, date le enormi dimensioni del mascherone».

Guidate dall'ormai storico coreografo Marco Pierini e chiamate a ballare sulle note della canzone ufficiale del carro ideata da Alessandro Pasquinucci, le circa 350 maschere saranno suddivise in due gruppi: il più numeroso - 200 persone - sarà vestito da eschimesi, l'altro da pinguini. Che però non vivono al Polo Nord. «Vero. E infatti rappresentano la 'delegazione' dell'Antartide, che non se la passa certo meglio. Mi faceva troppo ridere l'idea dei pinguini». Insomma, divertirsi per provare a divertire: saggia filosofia.

(5 - continua)

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