Il presidio
«Ma io dico no ai giurati mordi e fuggi»
Accorata lettera di Luciano Tomei «Chi ci giudica lo faccia con coscienza»
VIAREGGIO. Ha scritto una accorata lettera alla Fondazione Carnevale presieduta da Marialina Marcucci. Per chiedere che chi verrà chiamato a giudicare il loro lavoro - e, indirettamente, deciderà anche del loro futuro - lo faccia con responsabilità e coscienza. Luciano Tomei, costruttore da trent’anni nel mondo della cartapesta, ha voluto far sentire la sua voce proprio in merito alla composizione delle giurie. Ed ha invitato a scegliere la rosa di coloro che valuteranno carri e mascherate evitando «giurati mordi e fuggi». Ovvero personaggi che non prendano il loro compito sottogamba e facciano una «toccata e fuga» a Viareggio come fosse una gita di piacere senza considerare il delicato ruolo che rivestono.
Un pensiero, quello di Tomei, che è probabilmente anche quello di tutti gli altri costruttori della Cittadella. Che, nell’edizione in cui si decideranno promozioni e retrocessioni, vorrebbero essere giudicati da giurati che svolgano il loro compito con scrupolo e coscienza. «Purtroppo - aggiunge il carrista di seconda categoria - anche nel recente passato abbiamo assistito a giurati che hanno espresso le proprie classifiche senza aver visto tutti i carri o le mascherate in concorso che erano chiamati a giudicare oppure basando le loro graduatorie sulla base delle foto della rivista ufficiale. E allora bisogna che chi accetterà di far parte delle giurie sia cosciente del compito delicatissimo che rivestono. Perché per qualche carrista o mascheratista le classifiche di quest’anno saranno determinanti per stabilire promozioni o retrocessioni. Che significa cambiare la vita lavorativa di una persona. Chi ci giudicherà deve sapere ad esempio che sulla base dei suoi voti un mascheratista perderà il lavoro perché verrà estromesso dal mondo del Carnevale. E allora non si possono scegliere persone che rivestano questo compito a cuor leggero, magari senza neppure informarsi bene di come si vota. Ecco, la Fondazione - che sceglierà queste persone - deve selezionarle con estrema cura».
Cla.Ve.
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